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Tajani sullo Ius Italiae: “Non metto in difficoltà il governo” ma rilancia il dibattito sull’integrazione

Roma, 7 luglio 2025 – Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, torna a parlare di ius Italiae al Forum in Masseria, chiarendo che non si tratta di una priorità nell’agenda di governo ma ribadendo la necessità di affrontare la questione con uno spirito costruttivo all’interno del centrodestra. “Lo ius Italiae non è l’emergenza numero uno – ha dichiarato – ma dirlo non significa fare marcia indietro”.

Secondo Tajani, un centrodestra moderno deve assumersi la responsabilità di risolvere la questione dell’integrazione, “non deve farlo la sinistra con proposte lassiste”. Il tema, precisa, è già parte del programma della coalizione, e il suo obiettivo è quello di “convincere gli alleati entrando nel merito”, piuttosto che cercare il sostegno dell’opposizione. “Lungi da me mettere in difficoltà il governo – ha aggiunto – ho raccolto l’eredità di Berlusconi, figurarsi se posso fare una minima azione che possa mettere in difficoltà il centrodestra”.

Tajani ha inoltre sottolineato che “non siamo disposti a fare accordi al ribasso” e ha difeso il “no al referendum” sullo ius scholae promosso in passato, definendolo una proposta “completamente diversa”. E ha rilanciato una visione identitaria e inclusiva: “Il modello è quello di Roma, che inglobava e non escludeva, perché aveva un’identità forte. Dobbiamo dimostrare la forza della nostra identità e far diventare italiani sul serio i migranti regolari”.

Tuttavia, Tajani ha anche ribadito che le vere priorità del governo restano altre: “Oggi la priorità numero uno è la riforma della giustizia, poi il taglio dell’Irpef per il ceto medio. Non sono contrario alla rottamazione ma preferisco scelte strutturali”. Ha infine citato tra gli obiettivi l’aumento del salario, non con il salario minimo, ma con un vero “salario ricco” per rafforzare il ceto medio.

Dura la replica di Giuseppe Conte, leader del M5s, che ha accusato Tajani di essere “una contraddizione vivente” sul tema dello ius scholae: “Se continua a fare dichiarazioni a luglio o ad agosto e poi le ritira, è un teatrino avvilente per questi giovani che ci credono. Tajani sia conseguente: noi a quel tavolo ci siederemo”.

Netto il no della Lega, che in una nota ha definito inutile ogni polemica: “Non passerà mai, non è prevista dal programma del centrodestra, è stata bocciata perfino dal recente referendum promosso dalla sinistra. Guardiamo avanti, al Paese non serve un’estate di inutili polemiche”.

L’equilibrismo di Tajani sul tema della cittadinanza sembra quindi destinato a restare uno dei nodi politici più delicati dell’estate 2025, tra pressioni interne, aspettative sociali e un’opposizione che non intende lasciare il tema fuori dal dibattito pubblico.

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