Roma, 8 dicembre 2025 – Una nuova tragedia del mare scuote il Mediterraneo. Almeno 17 migranti hanno perso la vita nel naufragio di un’imbarcazione al largo dell’isola di Creta, in Grecia. A confermarlo è stata una portavoce della guardia costiera greca, che ha riferito il ritrovamento dei corpi nella zona meridionale dell’isola, dove l’imbarcazione è affondata.
Secondo le prime informazioni, tutte le vittime sono uomini, probabilmente partiti da una delle rotte che continuano a spingere centinaia di persone verso l’Europa in cerca di sicurezza e protezione. Le circostanze esatte del naufragio sono ancora in fase di ricostruzione, ma il bilancio appare già drammatico.
Due persone sono state tratte in salvo, entrambe in condizioni critiche, e sono state immediatamente ricoverate in ospedale, come confermato dalle autorità. Le operazioni di soccorso sono state rese difficili dalle condizioni del mare e dall’estensione dell’area in cui si è verificato l’incidente.
Il naufragio riaccende l’attenzione sulle rotte migratorie nel Mediterraneo orientale, tra le più pericolose, e sulle sfide sempre più pressanti legate ai movimenti forzati di persone che tentano la traversata a bordo di imbarcazioni precarie, spesso prive di qualsiasi standard di sicurezza.
Le autorità greche hanno avviato un’ulteriore fase di ricerche per escludere la presenza di altri dispersi, mentre cresce la preoccupazione della comunità internazionale di fronte all’ennesimo episodio che testimonia l’estrema vulnerabilità di chi affronta questi viaggi disperati.
Davanti a questa tragedia, torna urgente la necessità di interventi coordinati per evitare altre vite spezzate nel Mediterraneo e garantire vie di accesso sicure e legali a chi fugge da guerre, persecuzioni e condizioni insostenibili.


