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Via libera della Camera all’accordo tra Italia e Albania sui migranti: cosa prevede

Roma, 24 gennaio 2024 – La Camera dei Deputati ha approvato oggi il disegno di legge di ratifica dell’accordo Italia-Albania in merito alla gestione dei migranti. L’intesa prevede la creazione di due Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR) in territorio albanese, con una capienza massima di 3.000 persone. Il voto favorevole è stato dato da 155 deputati, mentre 115 si sono espressi contrari, con due astenuti. Tuttavia, le polemiche e i dubbi persistono in merito all’efficacia dell’accordo e alle sue implicazioni.

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Migranti, via libera della Camera all’accordo Italia-Albania

Il provvedimento, ora in attesa dell’esame al Senato, è stato oggetto di intensi dibattiti e discussioni in Parlamento, culminati con l’approvazione non senza controversie. Prima del voto, infatti, è stato respinto l’ordine del giorno presentato dai deputati del Partito Democratico (Pd), che avrebbe impegnato il governo a relazionare periodicamente sullo stato di attuazione del protocollo. Le opposizioni italiane, poi, hanno sollevato preoccupazioni riguardo ai costi dell’accordo, stimati in 670 milioni di euro, e alla possibile violazione dei diritti umani nei CPR albanesi. La discussione ha evidenziato anche le incertezze legate al numero di migranti da trattenere, alle difficoltà nell’attuazione pratica e alle eventuali limitazioni nei diritti e nelle tutele riservate ai migranti.

Inoltre, è stato evidenziato l’aspetto controverso del passaggio parlamentare, inizialmente negato dalla maggioranza nonostante l’obbligo costituzionale. Questo ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e sulla volontà di coinvolgere il Parlamento in decisioni di rilevanza internazionale.

Mentre in Italia si prosegue con l’iter legislativo, in Albania si attende la pronuncia della Corte costituzionale albanese, sollecitata dall’opposizione del premier Edi Rama. La Corte, infatti, dovrà decidere sulla richiesta di dichiarare incostituzionale l’accordo. In attesa della decisione della Corte costituzionale albanese, quindi, rimangono aperte molte questioni irrisolte legate a questa strategia migratoria. Così come gli interrogativi sul reale impatto dell’accordo in termini di deterrenza e sulla coerenza con i principi fondamentali dei diritti umani dei migranti.

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