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Zone rosse, arancioni e gialle: le Regioni protestano per cambiare colore

zone rosse arancioni e gialle

La suddivisione per colori dell’Italia in zone rosse, arancioni e gialle sta aizzando gli animi e creando due schieramenti ben distinti. Da una parte, infatti, ci sono i governatori di regione e i loro cittadini, che a gran voce chiedono di poter lavorare rispettando tutti i protocolli. Dall’altra, invece, ci sono il governo e il Comitato tecnico scientifico, che in base a un algoritmo scelgono di quale sfumatura un territorio è costretto a tingersi per tentare di salvaguardare la rete ospedaliera.

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Zone rosse, arancioni e gialle, la protesta delle Regioni

In primis sono state la Toscana, il Friuli Venezia Giulia e la Liguria a criticare duramente la decisione del governo di procedere a un lockdown generale. E ad accusarlo, inoltre, di aver preso la decisione sulla base di “dati vecchi”. Il Friuli, così come l’Emilia Romagna e il Veneto, tra l’altro, aveva studiato ed emanato in fretta e furia un’ordinanza con delle nuove misure restrittive. E lo aveva fatto proprio per evitare di cadere nella zona arancione. Tutti sforzi che per le prime due sono risultati inutili: solamene il Veneto è riuscito a rimanere nella zona gialla infatti. La Liguria, poi, ha addirittura ha fatto sapere di voler chiedere al governo di uscire dalla zona arancione “appena i numeri saranno quelli che vi ho detto. Il mio obiettivo è riuscirci dai primi giorni di novembre, magari anche prima”.

Il governo, tuttavia, sembra non voler sentire polemiche: le Regioni devono rimanere nel colore imposto per almeno 15 giorni. Solo così si potranno vedere effettivamente eventuali risultati. O meglio: dopo una settimana dall’entrata in vigore delle ordinanze restrittive, le Regioni possono domandare la possibile revisione della fascia nella quale si trovano sulla base del monitoraggio periodico fissato per venerdì. I numeri, tuttavia, devono confermarsi per due settimane consecutive, senza alcuna eccezione e senza subire degli sbalzi. Per questo motivo sono necessarie almeno tre settimane per poter dimostrare il miglioramento della propria condizione. “Speriamo di tornare ad allentare la morsa per metà dicembre. Scendere in zona rossa è facile. Le condizioni per risalire, invece, sono molto rigorose: non voglio creare illusioni”, ha commentato il governatore della Toscana Eugenio Giani.

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