Roma, 2 marzo 2026 – La Procura della Repubblica di Crotone ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di dieci persone ritenute, a vario titolo, coinvolte in un presunto sistema volto a facilitare l’ingresso e la permanenza irregolare di cittadini stranieri in Italia. Le notifiche sono state eseguite dalla Polizia di Stato, attraverso la Digos, anche fuori dalla provincia calabrese, con il supporto delle Questure di Latina, Terni e Bologna.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati avrebbero aggirato le norme in materia di immigrazione, creando un meccanismo capace di agevolare l’ottenimento di titoli di soggiorno o comunque la permanenza sul territorio nazionale in assenza dei requisiti previsti dalla legge. Le accuse contestate riguardano, a diverso titolo, reati legati all’immigrazione clandestina e alla pubblica amministrazione.
Due persone sono indagate per favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina: avrebbero contribuito all’ingresso illegale di numerosi migranti. Un avvocato è accusato di aver favorito l’ingresso e la permanenza in Italia di tre cittadini extracomunitari. Un ulteriore indagato risponde invece di favoreggiamento personale: secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe tentato di aiutare uno dei coinvolti a sottrarsi alle indagini, dopo essere venuto a conoscenza di informazioni riservate, diffuse – sempre secondo l’accusa – da un soggetto indagato per rivelazione di segreto d’ufficio.
Un capitolo dell’inchiesta riguarda anche alcuni dipendenti della Prefettura di Crotone. Tra questi figurano un funzionario e un addetto allo Sportello unico per l’immigrazione, che avrebbero rilasciato permessi di soggiorno in concorso tra loro, configurando – secondo la Procura – un’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nei confronti di tre cittadini stranieri, anch’essi coinvolti nell’indagine in qualità di beneficiari delle presunte condotte illecite.
L’inchiesta si inserisce nel più ampio contesto dei controlli sul sistema dei flussi e sulle procedure amministrative legate ai titoli di soggiorno, tema particolarmente sensibile anche alla luce delle recenti riforme normative in materia di sicurezza e immigrazione. Spetterà ora al giudice valutare le posizioni dei singoli indagati ed eventuali richieste di rinvio a giudizio.


