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A processo la reporter ungherese che prendeva a calci i profughi

Petra Laszlo è accusata di “disturbo all’ordine pubblico”. Un anno fa il VIDEO nel quale sgambettava un uomo in fuga con un bambino sulle spalle fece indignare il mondo

 

Roma – 8 settembre 2016 –  Un anno fa Petra Laszlo, telereporter per un’emittente locale ungherese, era finita suo malgrado in mondovisione. 

Merito di un fuoriprogramma. Anziché limitarsi a riprendere i profughi in fuga dai manganelli della polizia, al confine con la Serbia, e a raccontare al suo pubblico chi erano quei disperati, aveva preso a calci (almeno) un ragazzo e un ragazza e provato a fare lo sgambetto a un uomo  che correva con un bambino sulle spalle. 

Quando il video che mostrava le sue gesta aveva fatto il giro del globo, sollevando ovunque indignazione, la N1TV l’aveva licenziata e a lei non era rimasto che dare qualche spiegazione: “Non sono una razzista senza cuore. Centinaia di migranti hanno sfondato il cordone della polizia, pensavo di essere attaccata e che mi dovevo difendere. Non è facile prendere la decisione giusta quando si è nel panico”. 

Ora, al termine di una lunga inchiesta,  la procura di Csongrad l’ha incriminata per “disturbo all’ordine pubblico”, sottolineando che il suo comportamento “non provocò un danno fisico, ma l’indignazione e la rabbia dei presenti”. I magistrati non hanno però trovato evidenze sul fatto che fosse “motivato da considerazioni etniche o dallo status di migrante delle persone colpite”. 

Se verrà ritenuta colpevole, Laszlo rischia fino a 5 anni di carcere. 

 

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