in

Cittadinanza. La riforma secondo Forza Italia? Più difficile diventare italiani

Alla Camera un  ddl del deputato azzurro Maurizio Bianconi. Qualche semplificazione burocratica, ma i tempi restano invariati, e ci sono nuovi ostacoli da superare, come un "corso propedeutico" obbligatorio

Roma – 30 maggio 2014 – Mentre si cerca un compromesso sulla riforma della cittadinanza, Forza Italia avanza una proposta che aumenta le distanze.

È in un disegno di legge presentato qualche giorno fa a Montecitorio dal parlamentare azzurro Maurizio Bianconi. Cosa prevede? Qualche semplificazione burocratica, ma, soprattutto, nuovi ostacoli da superare per gli aspiranti italiani. Seconde generazioni comprese.

Secondo il ddl chi nasce  e cresce in Italia dovrà ancora aspettare di compiere diciotto anni prima di poter diventare cittadino italiano. Tra i requisiti previsti dal ddl, rimane  la residenza “legale e senza interruzioni sino al compimento della maggiore età” e viene aggiunta la frequenza “con profitto” di “scuole riconosciute dallo Stato Italiano almeno sino all’assolvimento del diritto dovere all’istruzione e alla formazione”.

“Si tratta –spiega Bianconi – di due condizioni essenziali per l’acquisto di un’identità legata al territorio, oltre che di una manifestazione dell’effettiva volontà di essere italiani”. Di fatto, un’ulteriore piccola scrematura dei figli di immigrati che, nati qui, arriveranno ormai adulti al traguardo della cittadinanza. Non una parola, poi, per le centinaia di migliaia di ragazzi che sono arrivati in Italia da piccoli, magari quando avevano solo pochi mesi.

Le complicazioni maggiori, però, riguardano la cittadinanza per naturalizzazione, quella alla quale oggi si arriva, sulla carta, dopo dieci anni di residenza regolare in Italia. Nella proposta Bianconi, i dieci anni restano tutti, si specifica che la residenza deve essere legale, ma anche “stabile”, e però si aggiunge lo svolgimento di un “percorso di cittadinanza”.

Ecco allora che l’aspirante italiano dovrà innanzitutto avere già un permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo (la cosiddetta carta di soggiorno), perché “è evidente – commenta il deputato – che la richiesta del permesso di lunga durata è un segno della volontà di far parte stabilmente della comunità italiana”. Poi dovrà frequentare un “corso propedeutico”, della durata di un anno, “finalizzato all’approfondimento della conoscenza della storia e della cultura italiane ed europee, dell’educazione civica e dei principi della Costituzione italiana”.

Inoltre, bisognerà anche dimostrare di aver raggiunto un “adeguato grado di integrazione sociale” e di rispettare “anche in ambito familiare, le leggi dello Stato e i principi fondamentali della Costituzione”. Infine, indispensabili il rispetto degli “obblighi tributari” e il mantenimento dei “requisiti di reddito, alloggio e assenza di carichi pendenti” già necessari per chiedere la carta di soggiorno.

Unica consolazione, al corso propedeutico ci si potrà iscrivere già dopo otto anni di permanenza in Italia, in modo che l’amministrazione abbia il tempo per avviare la pratica per la cittadinanza. Se questa entro  due anni non sarà conclusa per un ritardo dovuto all’amministrazione, e lo straniero ha comunque i requisiti, potrà diventare automaticamente italiano.

Le proposte di Bianconi non sono originali, ma ricalcano  un testo scritto nella XVI legislatura da Isabella Bertolini, allora deputata del Popolo delle Libertà e relatrice della riforma della cittadinanza. Conviene ricordare che Bertolini riuscì a portarlo in Aula, ma fu subito rispedito in commissione perchè non c'erano i presupposti per farlo passare.

Il nuovo ddl si aggiunge ora ai venti ddl sui quali è tornata a confrontarsi, dopo una colpevole pausa di quasi dieci mesi, la commissione affari costituzionali della Camera dei Deputati. Difficile, viste le premesse, che contribuisca a condurre in porto quella riforma condivisa della cittadinanza che ormai da due legislature fatica a farsi strada in Parlamento.

Elvio Pasca
 

Leggi
PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa del deputato BIANCONI Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di acquisizione della cittadinanza

Clicca per votare questo articolo!
[Totale: 0 Media: 0]

Lo ius soli sbarca a Treviso. Cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati


Grillo: “Farage? Non è razzista, sull’immigrazione la pensa come noi”