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Fertility Day, nuova bufera: “Quell’opuscolo è razzista”

I buoni sono bianchi, i cattivi neri, la “Pubblicità Regresso” (Mentana dixit) del ministero della Salute. Che risponde: “Il razzismo è negli occhi di chi guarda”, ma poi lo ritira

 

Roma – 21 settembre 2016 – Le buone abitudini sono bianche, le cattive compagnie hanno la pelle nera.

Dopo quello che era successo con la prima contestatissima campagna per il Fertility Day del 22 settembre,  tra clessidre e inviti e “darsi una mossa”, c’era da aspettarsi che il ministero della Salute ci andasse con i piedi di piombo. E invece il nuovo opuscolo sugli “Stili di vita corretti per la prevenzione della sterilità e dell’infertilità” ha scatenato un’altra bufera. 

In copertina, sotto la scritta  “le buone abitudini da promuovere” , compaiono due coppie di ragazzi e ragazze baciati dal sole, tutti bianchi e sorridenti. I “cattivi compagni da abbandonare” sono invece rappresentati mentre si drogano nell’ombra, avvolti dal fumo di una canna e di un bong: uno è sicuramente nero, un altro ha la pelle più chiara, ma i capelli afro. 

Sui social piovono accuse di razzismo e minacce di segnalazioni all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, mentre Enrico Mentana invoca un “ tribunale di Norimberga della pubblicità regresso”. La replica del ministeeo della Salute? “Il razzismo è negli occhi di chi guarda, noi pensiamo alla prevenzione”.

In serata, però, Lorenzin ordina il ritiro dell’opuscolo e la sostituzione dell’immagine, che sarebbe diversa da quella “visionata e vidimata dal Gabinetto”. Il ministro ha inoltre avviato il procedimento disvmciplinare per revocare l’ncarico al direttore generale  della Comunicazione.

Intanto, il 22 settembrei celebrerà anche il Fertility Fake. Armati di “un cuscinone, una clessidra e una gran faccia tosta”, spiegano gli organizzatori della protesta, i partecipanti dimostreranno che sono in attesa, sì, ma “di asili nido, welfare, reddito, bonifiche”. E anche di quei diritti di cittadinanza, che molti dei ragazzi e delle ragazze offesi da quella copertina inseguono da troppi anni nel loro Paese. 

 

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