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Hotspot, ok all’ingresso dei giornalisti nei centri per profughi e migranti

Vince il diritto di cronaca, finora il Viminale aveva sempre negato l’accesso. Accordo tra Dipartimento Immigrazione, Fnsi e Carta di Roma. Visite mensili, con preavviso di dodici ore

 

Roma – 18 luglio 2016 –  La stampa potrà finalmente raccontare cosa succede negli hotspot, i centri in cui vengono portati migranti e profughi salvati nel Mediterraneo e dove avviene una prima scrematura tra richiedenti asilo e stranieri ritenuti irregolararmente presenti in Italia e  quindi avviati all’espulsione.

Quei centri finora erano rimasti chiusi ai giornalisti, in nome di “esigenze organizzative” che il ministero dell’Interno aveva fatto valere a scapito del diritto di cronaca. Era successo anche lo scorso maggio, quando a margine del Festival Sabir un gruppo di cronisti aveva tentato invano di visitare l’hotspot di Pozzallo, in provincia di Ragusa. Un episodio che aveva scatenato una dura protesta di assostampa Sicilia, dell’ associazione Carta di Roma e della campagna LasciateCIEntrare.

D’ora in poi, invece, almeno a cadenza mensile e con un preavvisto di dodici ore delegazioni di giornalisti potranno entrare in queste strutture. È il risultato di un incontro che si è tenuto al Viminale tra la Federazione Nazionale della Stampa, rappresentata dal componente della segreteria Paolo Butturini, l’Associazione Carta di Roma, rappresentata dal presidente Giovanni Maria Bellu e dalla coordinatrice Martina Chichi, e il capo del Dipartimento Libertà civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno prefetto Mario Morcone.

I criteri per la composizione di queste delegazioni saranno individuati dalla Fnsi e da Carta di Roma con l’obiettivo di esercitare una effettiva attività di controllo e di garantire la possibilità di visitare gli hotspot al maggior numero di colleghi, anche della stampa estera. 

“Non si tratta – dichiara Giovanni Maria Bellu – di una apertura piena, ma è comunque un risultato di rilievo. Dobbiamo ringraziare il prefetto Morcone per aver individuato questa soluzione che consideriamo un primo passo verso la realizzazione dell’obiettivo di garantire agli organi di informazione la possibilità di raccontare ai cittadini uno degli aspetti più discussi e delicati delle nuove politiche dell’immigrazione”.

 “Anche la Fnsi si associa ai ringraziamenti al prefetto Morcone – afferma Paolo Butturini – Il sindacato ha esercitato, e proseguirà a farlo, un ruolo di tutela del diritto dei cittadini a una corretta informazione che si deve coniugare con il massimo di libertà e trasparenza. La delicata questione dei migranti, specie in un momento di grande tensione internazionale, va affrontata fornendo all’opinione pubblica tutti gli elementi utili a formare un giudizio consapevole”.

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