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Il 25 aprile di Mattarella: “Profughi oggi come noi allora”

“Dobbiamo essere fieri per l’abnegazione e la generosità con cui salviamo e assistiamo migliaia di esseri umani”. Nell’anniversario della Liberazione, il ricordo della “nostra gente” che “affollava le strade d’Europa in fuga dalla guerra”

 

Roma, 22 aprile 2015 – Il nostro Paese è depositario di tradizioni millenarie, di civiltà, di cultura, di umanità, di accoglienza, che il mondo ci invidia e ammira”.

 Lo ha sottolineato ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l’incontro al Quirinale con le associazioni combattentistiche e d’arma in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile, anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. 

“Dobbiamo essere fieri per tutto questo, per l’abnegazione e la generosità con cui salviamo e assistiamo migliaia di esseri umani che fuggono da guerre, miseria e condizioni disumane, sottoponendo se stessi e i propri figli a rischi e pericoli gravissimi pur di mantenere accesa anche una piccola speranza per un futuro migliore : un sentimento che accomuna i rifugiati di oggi con la nostra gente di allora, con gli sfollati dalle città verso le campagne, con i profughi che affollavano le strade d’Europa in fuga dalla guerra”. 

“I valori del 25 aprile – ha aggounto il Capo dello Stato – confermano nuova e perenne attualità di fronte ai rigurgiti di nazionalismo, di chiusure che emergono ai confini dell’Europa del 21º secolo e alle nubi che si addensano sulla sponda sud del Mediterraneo sempre più tormentato dal terrorismo e teatro di tragedie innumerevoli”.

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