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Incendio al Gran Ghetto di Rignano, si indaga sul dolo

In un video chiacchiere e risate mentre le baracche vanno a fuoco. Potrebbe essere stata una rappresaglia dei caporali

  

Roma -7 marzo 2017 – L’incendio del Gran Ghetto di Rignano, che ha ucciso due giovani originari del Mali, “potrebbe essere un di natura dolosa” conferma il Questore di Foggia Piernicola Antonio Silvis. I sospetti si concentrano “su 7-8 soggetti che conosciamo bene. Probabilmente non volevano uccidere, ma queste situazioni possono degenerare. Anche i Vigili del fuoco propendono per l’ipotesi dolosa, ma non hanno certezze”.

La Polizia sta lavorando insieme alla Procura per capire chi avrebbe appiccato le fiamme all’enorme accampamento dove si ammassavano i braccianti sfruttati nella campagne tra Foggia e San Severo. All’indagine adesso si è aggiunto un video, girato quella notte con un telefonino, nel quale si sentono parlare a alcuni migranti e ridere mentre l’incendio divora le baracche. 

 

Il sospetto è che l’incendio sia stata una rappresaglia dei caporali contro lo sgombero del Gran Ghetto e contro coloro che avevano accettato di abbandonare le baracche. 

“Dal racconto che ci hanno fatto i migranti — spiega oggi sul Corriere della Sera Stefano Fumarulo, dirigente delle Politiche per le migrazioni della Regione Puglia — i “capinero” hanno minacciato gli abitanti del Gran Ghetto assicurando che, nel caso si fossero trasferiti nelle strutture regionali, non avrebbero più lavorato. E in aggiunta le loro baracche, sarebbero andate a fuoco, con tutti i loro averi”.

 

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