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Lampedusa. Save the Children: “Bambini in condizioni inaccettabili”

Dopo gli sbarchi degli ultimi giorni, il centro d’accoglienza è sovraffollato. “Avviare al più presto i trasferimenti di donne e minori verso altre strutture in Italia”

 

Roma – 28 novembre 2012 – Save the Children denuncia  “l’assoluta inadeguatezza delle condizioni di accoglienza dei migranti attualmente presenti presso il Centro di Primo Soccorso e Accoglienza di Lampedusa in seguito agli  sbarchi degli ultimi giorni, e in particolare dei 123 presunti minori  non accompagnati arrivati dalla Libia, per la maggior parte originari  di Somalia (67) e Gambia (25) e di eta’ compresa tra i 12 ed i 17  anni, e dei 17 bambini piccoli accompagnati (tra cui 4 neonati)”.

La struttura del Cpsa – denuncia l’associazione in una nota – e’ sovraffollata all’inverosimile per la presenza di 879 persone contro  le 250 previste dalla sua capienza che puo’ arrivare al massimo a 400  posti, i servizi igienici non funzionano, sono solo 330 i materassi  disponibili e molti migranti sono addirittura costretti a riposare  stando seduti, mancando lo spazio per sdraiarsi. Particolarmente grave la situazione per i minori non accompagnati e per le donne che hanno  anche bambini piccoli e neonati, che sono stipati in 281 in uno spazio atto ad ospitarne 50, con solo 3 bagni a disposizione, e dormono in 2  per letto o a terra.

Dal loro arrivo, denuncia l’organizzazione umanitaria,  i neonati hanno dormito su cuscini, mentre  alcuni minori hanno cercato di allestire dei giacigli di fortuna con  cartoni stesi sul pavimento dopo che l’acqua aveva invaso la camera e, rimasti senza vestiti asciutti, si sono dovuti coprire con le sole  coperte anche di giorno. “Sono condizioni inaccettabili – dice  Raffaela Milano, direttore Programmi Italia-Europa di di Save the  Children – tanto piu’ per persone, in particolare minori, donne e  bambini anche piccolissimi che hanno affrontato viaggi drammatici. La  situazione di sovraffollamento e confusione al Cpsa e’ tale che non ci consente neppure di fare in modo adeguato il nostro lavoro di  informazione e sostegno ai minori non accompagnati”.

“Abbiamo fatto pressioni su tutte le autorita’  coinvolte nel coordinamento e nella gestione, il Ministero  dell’Interno, quello del Lavoro e Politiche Sociali e la Protezione  Civile – riferisce – ma ci e’ stato risposto che il problema e’  l’assenza di risorse finanziarie certe per la copertura dei costi che  determina il rifiuto da parte dei Comuni e delle singole comunita’ ad  accogliere i minori. Siamo incredibilmente ancora e sempre – denuncia  – in una logica di emergenza: sono bastati alcuni giorni di mare calmo che consente l’attraversata, per mettere in profonda crisi il sistema  di accoglienza. Pur riconoscendo i leciti diritti e l’interesse dei  singoli attori coinvolti (Comuni e comunita’) e’ fondamentale  garantire che siano i diritti e il superiore interesse dei minori a  prevalere”.

Secondo quanto riferito dai migranti a Save the Children e agli  altri operatori presenti sull’isola (Unhcr e Oim) che operano  nell’ambito del progetto Praesidium del Ministero dell’Interno, la  situazione in Libia, dalla quale provengono la maggior parte dei  migranti sbarcati a Lampedusa, sta peggiorando, con pesanti situazioni di ingiustizia o violenza nei confronti degli immigrati dall’Africa  sub-sahariana – alcuni dei quali vivono nascosti per paura – come il  lavoro non pagato o l’incarcerazione con la richiesta di un riscatto  per poter uscire. Sempre secondo il loro racconto, sarebbero  moltissimi gli immigrati presenti in Libia, anche arrivati negli  ultimi mesi, e molti quelli che aspettano di imbarcarsi per  raggiungere l’Italia.

“Facciamo appello al Governo – prosegue Milano – perche’ sia  disposto immediatamente il trasferimento dei migranti presenti al Cpsa , in particolare madri con i bambini e minori non accompagnati che  sono i piu’ vulnerabili Occorre inoltre individuare prontamente i  posti disponibili in comunita’ di accoglienza sull’intero territorio  nazionale, assicurata la relativa copertura finanziaria e riaprire  almeno una Struttura di Accoglienza Temporanea in cui accogliere i  minori per il tempo strettamente necessario all’individuazione dei  posti. Questa ennesima emergenza – conclude – dimostra come sia  indispensabile stabilizzare nel 2013 un Fondo nazionale garantito  dedicato al sistema di accoglienza e integrazione dei minori migranti  che ne hanno diritto per legge”.

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