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Mare Nostrum. Il governo: “Operazione a tempo, ma chi arriva ha diritto all’asilo”

Il ministro della Difesa Pinotti sull’operazione militare e umanitaria: “Costa 9,3 milioni al mese. L’Europa dovrà fare la sua parte”

Roma – 8 maggio 2014 – Mare Nostrum salva persone che il più delle volte hanno diritto all’asilo,  e arresta gli scafisti. È un’operazione “a tempo”, che finirà quando anche l’Ue farà la sua parte per salvare chi affronta sui barconi il Mediterraneo. Intanto, costa più di 9 milioni di euro al mese.

Lo ha spiegato ieri alla Camera il ministro della Difesa Roberta Pinotti, rispondendo a un’interrogazione della Lega Nord sull’operazione militare umanitaria partita lo scorso ottobre, dopo la strage di Lampedusa.

Da allora Mare Nostrum ha salvato 27790 persone, tra le quali 3034 minori, “numeri impressionanti – ha sottolineato il ministro – ma pensiamo a quanto tragica avrebbe potuto essere la conta delle perdite cheis sarebbero potute verificare” senza l’operazione. Nel bilancio vanno messi anche gli arresti di 207 scafisti, veri e propri trafficanti di esseri umani”.

Pinotti ha ricordato che è “radicalmente cambiata la tipologia dei migranti. Oggi non si stratta più di persone spinte per lo più da ragioni economiche, ma circa i due terzi di loro sono in possesso dei requisiti per richiedere il diritto d’asilo”.

Alla radice dei flussi, ci sono infatti “il gran numero di situazioni di conflitto che caratterizzano il nord africa e le regioni limitrofe da dove proviene un flusso apparentemente inarrestabile di profughi e richiedenti asilo”. E il 93% di essi transitano dalla Libia, “paese che è ancora politicamente instabile e privo della capacità di esercitare un effettivo controllo sul proprio territorio”.

Ecco perché solo “un’azione condotta con efficacia direttamente nei luoghi di crisi dove si originano i flussi e poi nei luoghi di transito può arginare questa crisi umanitaria”.

Mare Nostrum,  “è senza dubbio un’operazione a tempo, e il governo ha ben chiaro che l’Europa dovrà fare la sua parte” ha aggiunto Pinotti, spiegando di aver chiesto ai ministri della difesa dell’Ue a Lussemburgo “un maggiore coinvolgimento e un forte impegno per sostenere quest’azione di solidarietà”.

Il governo punta al semestre di presidenza dell’Ue e conta sulle elezioni di maggio, che daranno “un nuovo parlamento e una nuova Commissione con cui dialogare” . Ritiene poi che debbano essere coinvolte di più “le Nazioni Unite e i paesi del partnerariato 5 + 5”, cioè, oltre all’Italia, Mauritania, Marocco , Tunisia, Algeria , Libia, Portogallo, Spagna, Francia e Malta.

Parlando dei costi di Mare Nostrum, Pinotti ha premesso che pesano sulle “ordinarie disponibilità di bilancio del ministero della Difesa”, che per ora riesce comunque ad assicurare le altre attività istituzionali. Dall’inizio dell’operazione a oggi, “sono state mediamente sostenute spese pari a circa 9,3 milioni di euro al mese, di cui circa 7 milioni di euro per il funzionamento e la manutenzione dei mezzi e i rimanenti per gli oneri relativi alle indennità del personale”.
 

EP

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