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Sbarchi. Il sindaco di Lampedusa: “Non lasciateci soli”

Giusi Nicolini: "Far funzionare la macchina dei trasferimenti. Ogni Pasese europeo dica di quanti immigrati ha bisogno"

Palermo 18 giugno 2013 – "Allo Stato chiediamo di non essere lasciati soli, Lampedusa e' un pezzo d'Italia e non un' isola di frontiera, su cui scaricare le incongruenze della politica".

È l'appello del sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini. Sull'Isola e' nuovamente scattata l'emergenza sbarchi con quasi mille persone arrivate negli ultimi due giorni.

"La nostra Europa -prosegue il primo cittadino- non ha il coraggio di guardare in faccia questo dramma. Su Lampedusa si scarica un peso enorme, che invece dovrebbe essere affrontato combattendo realmente la clandestinita'".

Per il sindaco delle piu' grandi delle Pelagie una soluzione potrebbe essere quella di consentire degli ingressi organizzati. "Ogni Paese -spiega- dica di quanta forza lavoro ha bisogno, in modo di far entrare ufficialmente queste persone sulla base delle reali necessita' di ogni nazione. Invece li facciamo lavorare sfruttandoli per un numero di ore impressionanti e sottopagandoli".

"Per evitare che si ripeta la parentesi dolorosa e vergognosa del 2011 -conclude Nicolini- occorre far si' che Lampedusa torni ad essere un'isola di soccorso e di passaggio e che la macchina dei trasferimenti funzioni alla perfezione per evitare situazioni di emergenza".

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