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Autocertificazione. Uil: “Altro che semplificazione, allungherà i tempi per i permessi di soggiorno”

Loy: “Le pubbliche amministrazioni non sono ancora in grado di incrociare i dati, le Questure dovranno interpellare i singoli uffici. Serve una moratoria di un anno”

 

Roma – 13 gennaio 2012 – Sembrava una buona notizia. E invece l’estensione a tappeto dell’autocertificazione nei rapporti con la Pubblica Amministrazione potrebbe diventare un boomerang per gli immigrati , allungando ulteriormente le attese per rilasci e rinnovi dei permessi di soggiorno, ricongiungimenti e altre pratiche.

Secondo Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, la rivoluzione scattata il primo gennaio “non tiene conto dello stato attuale dell’incrocio dei dati tra le Pubbliche Amministrazioni”.

“Di fatto, – spiega il sindacalista – i tribunali non rilasciano più certificati di carichi pendenti, i Comuni non rilasciano più certificati di idoneità alloggiativa, le Università non rilasciano più i certificati di iscrizione e superamento d’esami. Poiché le Questure non possono ancora accedere d’ufficio, per via informatica, nelle banche dati di altre Amministrazioni Pubbliche, sono costrette a seguire l’iter solito dell’invio di richiesta per corrispondenza, anche telematica”.

Pensiamo, ad esempio, a uno studente universitario che chiede di rinnovare il suo permesso di soggiorno. Fino al 31 dicembre scorso, avrebbe dovuto presentare un certificato con gli esami superati, che però ormai l’università non gli può più rilasciare. Allegherà, quindi, un’autocertificazione. Per verificare che è veritiera, la Questura dovrà però interpellare l’università, non avendo un collegamento diretto ai database degli atenei.

Il risultato? “Un ritardo non ancora quantificabile, ma sicuramente notevole, nel rilascio dei permessi di soggiorno, vanificando così 5 anni di impegni tra Ministero dell’Interno, Sindacati e Patronati per ridurre i tempi” dice Loy. Di qui l’appello al Ministro della Semplificazione, Filippo Patroni Griffi: “Almeno per quanto riguarda i permessi di soggiorno – chiede la Uil – ancora per un anno (tempo utile per costruire gli accessi incrociati alle banche dati) le Pubbliche Amministrazioni concedano i certificati necessari agli immigrati”.

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