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Avvenire: “No a scorciatoie sull’immigrazione per tornaconti politico-elettorali”

"Accoglienza e legalità nel rispetto del bene sommo della persona" Citta’ del Vaticano, 25 agosto 2010 – Il quotidiano dei vescovi ‘Avvenire’, in un lungo editoriale di prima pagina, torna sul tema delle espulsioni dei rom dalla Francia e sulle ripercussioni che hanno avuto nel dibatto sull’immigrazione nel nostro Paese. Avvenire critica quanti propongono scorciatoie che guardano ”piu’ all’immediato tornaconto politico-elettorale che alla radicalita’ e organicita’ delle soluzioni proposte”.

E riprende le parole del Papa pronunciate all’Angelus di domenica con le quali rinnovava l’appello all’accoglienza di tutte le diversita’ umane. Quindi, in merito alle reazioni dei giornali italiani, osserva: ”La Chiesa chiama a tenere insieme diritti e doveri nei confronti dei migranti e di quanti danno loro lavoro, e spiace che pure colleghi dallo sguardo acuto non l’abbiano visto. Ma i cattolici, e i loro pastori, non agiscono per farsi vedere, ma perche’ e’ necessario”. ”Unire accoglienza e legalita’ – spiega il giornale dei vescovi – e’ quantomai difficile eppure essenziale, specie in un’epoca di imponenti flussi migratori e di comprensibili diffidenze e insicurezze che interpella i governi e le societa’, alla faticosa ricerca di soluzioni che siano al tempo stesso realistiche, praticabili e rispettose del bene sommo, quello appunto della persona”.

Quindi si legge: ”Se viene a mancare questa preoccupazione fondamentale, le scorciatoie che si possono intraprendere, talvolta guardando piu’ all’immediato tornaconto politico-elettorale che alla radicalita’ e organicita’ delle soluzioni proposte, rischiano di rivelarsi inefficaci, e di allontanare anziche’ avvicinare l’obiettivo finale, che rimane quello di una societa’ coesa e capace di ospitare e costruire una ‘convivialita’ delle differenze”’.

Nella prima parte dell’editoriale, Avvenire ricorda che ”il richiamo alto di Benedetto XVI non puo’ peraltro essere ridotto a uno dei tanti ‘pronunciamenti di principio’ destinati a restare congelati e ininfluenti nel limbo delle buone intenzioni, ma si coniuga con l’azione che la Chiesa nelle sue articolazioni anche operative mette in atto da tempo, e che vuole coniugare accoglienza e legalita’ in una prospettiva di compatibilita”’.

”La Chiesa – aggiunge il quotidiano della Cei – chiama a tenere insieme diritti e doveri nei confronti dei migranti e di quanti danno loro lavoro, e spiace che pure colleghi dallo sguardo acuto non l’abbiano visto. Ma i cattolici, e i loro pastori, non agiscono per farsi vedere, ma perche’ e’ necessario”. Infine si indica l’obiettivo da raggiungere: ”una societa’ nella quale ciascuna identita’ esprima la propria specificita’ e collabori al bene comune, nel rispetto rigoroso delle leggi che regolano la civile convivenza (tema, questo, sul quale non sono ammissibili deroghe) e in un potenziale, reciproco arricchimento”. A tale proposito il giornale parla del principio di ”identita’ arricchita”.

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