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Banca Mondiale: “Le rimesse degli immigrati non subiscono crisi”

Il top è in India: ricevuti 70 miliardi di dollari dai lavoratori espatriati

Roma, 26 novembre 2012 – C'e' un settore dell'economia mondiale che non conosce la crisi: e' quello delle rimesse dei migranti che quest'anno, secondo un rapporto della Banca Mondiale, dovrebbero superare le stime, soprattutto per quel che riguarda i paesi in via di sviluppo.

Su un totale di rimesse che quest'anno dovrebbero toccare i 534 miliardi di dollari, le economie emergenti assorbiranno un flusso pari a 406 miliardi, con un incremento del 6,5 per cento rispetto all'anno precedente. Per il 2013 la crescita prevista per questi paesi e' del 7,9 per cento, quindi del 10,1 per cento nel 2014 e del 10,7 per cento nel 2015, quando i paesi in via di sviluppo dovrebbero assorbire 534 miliardi di dollari su un totale di 685 miliardi.

Tuttavia, nonostante la crescita dei flussi di rimesse verso i paesi in via di sviluppo, ci sono paesi piu' colpiti di altri dalla crisi economica globale, soprattutto in Europa, in Asia centrale e nell'Africa sub-sahariana mentre il Sud est Asiatico, il Medio Oriente e il Nord Africa potrebbero registrare flussi migliori di quanto stimato in precedenza. In termini economici i principali destinatari delle rimesse ufficialmente registrate per il 2012 sono India (70 miliardi), Cina (66 miliardi), Filippine e Messico (24 miliardi ciascuno), e Nigeria (21 miliardi). Altri destinatari di flussi consistenti sono Egitto, Pakistan, Bangladesh, Vietnam, e Libano.

Diversa la situazione se si considera il peso delle rimesse sul Pil: in questo senso la percentuale piu' alta di incidenza sulle rimesse nel 2011 si e' registrata in Tagikistan (47 per cento), Liberia (31 per cento), Kirghizistan (29 per cento), Lesotho (27 per cento), Moldova (23 per cento), Nepal (22 per cento), e Samoa (21 per cento). "Anche se i lavoratori migranti, in larga misura, risentono l'influenza negativa della crescita lenta dell'economia mondiale, i volumi delle rimesse hanno resistito fornendo un'ancora di salvezza fondamentale non solo per le famiglie povere, ma una fonte costante e affidabile di valuta estera in molti paesi beneficiari", ha detto Hans Timmer, direttore del Dipartimento per le prospettive allo sviluppo della Banca Mondiale.
 
La divergenza di flusso si riscontra soprattutto fra quelle regioni e quei paesi con un gran numero di migranti nei paesi esportatori di petrolio: se questi ultimi continuano a registrare una forte crescita dei flussi di rimesse diverso e' l'andamento rispetto a quei paesi che hanno in gran parte lavoratori migranti concentrati nelle economie avanzate, in particolare in Europa occidentale.

Cosi', Asia meridionale, MENA e Asia Orientale e Pacifico, con un gran numero di lavoratori nei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo , registrano una crescita piu' alta del previsto nel flusso delle rimesse. Per l'Asia meridionale, le rimesse nel 2012 dovrebbero toccare un totale di 109 miliardi di dollari, con un aumento del 12,5 per cento rispetto al 2011. Per l'Asia Orientale e Pacifico, la stima e' di 114 miliardi di dollari, con un incremento del 7,2 per cento mentre la regione Medioriente-Africa del Nord dovrebbe ricevere rimesse per 47 miliardi di dollari (+8,4% sul 2011).

 Le rimesse verso America Latina e Caraibi sono sostenute dalla modesta ripresa ell'economia e del mercato del lavoro negli Stati Uniti e la regione, quindi, dovrebbe registrare una modesta crescita del 2,9 per cento nel 2012, per un totale di 64 miliardi di dollari. Al contrario, le rimesse dovrebbero restare stabili per l'Europa, l'Asia centrale e l'Africa sub-sahariana, soprattutto a causa delle contrazioni delle economie in paesi europei ad alto reddito. I flussi di rimesse verso l'Europa e l'Asia centrale sono stimati praticamente invariati a 41 miliardi mentre 31 miliardi di dollari dovrebbero finire nei paesi dell'Africa subsahariana. Un ostacolo alla crescita dei flussi di rimesse,secondo il rapporto della Banca Mondiale, e' l'alto costo delle operazioni di invio di denaro, che in media ammonta al 7,5 per cento nel terzo trimestre del 2012 per i primi 20 paesi destinatari.

Spicca il costo medio che per l'Africa subsahariana e' stato del 12,4 per cento, il piu' alto tra tutte le regioni in via di sviluppo. Il rapporto della Banca Mondiale rileva inoltre come le speranze di miglioramento legate alla gestione via telefono delle rimesse sono andate ancora deluse nonostante la ormai capillare penetrazione dei cellulari anche nei paesi in via di sviluppo. A rallentare questo sviluppo il vuoto normativo tra regolamenti delle finanze e delle telecomunicazioni, mentre molte banche centrali vietano a soggetti 'non bancari' di effettuare servizi finanziari.

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