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Bellanova difende la regolarizzazione: “Chi afferma che non serve vuol dire che non ha mai visto cos’è un ghetto”

Roma, 17 giugno 2020 – “Già oggi possiamo dire che, a distanza di 15 giorni dall’entrata in vigore della norma, circa 24mila donne e uomini, fino a ieri invisibili, avranno diritto al permesso di soggiorno e di lavoro. Migliaia di lavoratrici e lavoratori. Chi afferma che non serve, vuol dire che non ha mai visto cos’è un ghetto dove i lavoratori irregolari sono costretti a vivere in condizioni disumane, e che ha tutto l’interesse a lasciare nella clandestinità e alla mercé della criminalità e del caporalato i lavoratori, italiani e stranieri”.

Così la Ministra Teresa Bellanova ha commentato i dati relativi alle prime due settimane di attuazione dell’articolo 103 comma 1 del Decreto Legge 34 del 19 maggio 2020.

“I primi dati ufficiali diffusi dal Ministero dell’Interno – spiega Bellanova – evidenziano con sufficiente chiarezza una crescita esponenziale significativa nelle domande che stanno giungendo. E dimostrano con nettezza che per funzionare come si deve la norma deve essere conosciuta dall’intera platea di lavoratrici e lavoratori a cui sirivolge e devono essere messi in campo tutti gli strumenti necessari, incluse mirate campagne di informazione. La sua riuscita è in capo al Governo che l’ha voluta, allo Stato e alle sue strutture”.

“Viceversa, e ancora una volta dalla stampa – conclude la Ministra – siamo costretti a registrare ritardi inammissibili e totali incertezze su quella piattaforma mirata all’incrocio domanda e offerta di lavoro per le politiche attive che avrebbe già da tempo dovuto funzionare. E in ogni caso qualsiasi strumento tecnologico produce risultati importanti solo se viene fatto conoscere e funzionare adeguatamente. Se uno strumento esiste, ma nessuno lo sa e lo utilizza, evidentemente c’è più di un problema che va affrontato e risolto”.

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