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Calano le rimesse degli immigrati? La spiegazione è cinese

150 milioni di euro in meno in sei mesi, ma a fare la differenza è il Paese di destinazione. Crollano del 40% i soldi inviati in Cina

 

 

Monza – 17 novembre 2015 – Calano, a prima vista, le rimesse dall’Italia, cioè i soldi inviati in patria dagli stranieri in Italia. Nei primi sei mesi del 2015 gli immigrati hanno spedito a casa 2,450 miliardi di euro, contro i 2,600 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. 

Un calo di 150 milioni di euro (-5,8%) che potrebbe essere giustificato dalla crisi economica o dal fatto che sempre più famiglie si riuniscono in Italia grazie ai ricongiungimenti. L’elaborazione dei Dati della Banca d’Italia pubblicata oggi dalla Camera di commercio di Monza e Brianza, dice però che le rimesse non calano per tutti i Paesi di destinazione. 

Spediscono un po’ di soldi in meno a casa i romeni (426 milioni nei primi sei mesi del 2015, -2.3% rispetto allo stesso periodo scorso anno), che sono al primo posto per invii. Un calo enorme (-39,6%), anomalo, si registra però tra i soldi inviati in Cina, secondo Paese di destinazione: 252 milioni nel 2015, 418 milioni del 2014. E questa sembra la causa principale della flessione registrata negli invii. 

Se si considera il resto della top ten dei Paesi di destinazione, il segno è quasi sempre positivo. Aumentano i soldi mandati in Bangladesh (+6,3%), nelle Filippine (+4,8%) e in Marocco (+4%), così come quelli mandati in Senegal (+7,2%), India (+3,3) e Perù (+4,4%).  Per lo Sri Lanka c’è un calo (-9,1%), per il Pakistan invece c’è stato un balzo (+55,3%).

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