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Calcio. Blatter: “Anche retrocessioni per casi razzismo”

"Sanzioni finanziarie, partite porte chiuse non bastano"

Roma, 21 gennaio 2013 –  Il numero uno mondiale del calcio scende in campo contro il razzismo nel mondo del pallone, annunciando un giro di vite nelle sanzioni contro i club la cui tifoseria si macchia di episodi di discriminazione o insulti a sfondo razzista. Il presidente della Fifa, Sepp Blatter, si è detto a favore di penalizzazioni in classifica e anche retrocessioni.

 Sottrazione di punti, retrocessione della squadra. Sanzioni finanziarie: non sufficienti. Partite a porte chiuse: non sono una buona soluzione", ha scritto Blatter sul suo account Twitter, annunciando che la Fifa ne discuterà in occasione del prossimo Comitato strategico, "tra tre settimane". Comunque l'idea sembra già chiara: "le sanzioni in caso di atti discriminatori devono essere molto severe".

Il presidente della Fifa aveva giudicato inopportuna la reazione di Boateng durante Pro Patria-Milan, il 3 gennaio. "Lasciare il campo non credo sia la soluzione. Ci vogliono tolleranza zero e sanzioni dure contro il razzismo. Non penso che un giocatore possa lasciare il campo perché in quel caso interviene la squalifica", aveva detto.

 Ora, via Twitter e in conferenza stampa da San Pietroburgo, torna sull'argomento per prospettare linea dura sui casi di razzismo. "Il mondo intero si batte contro razzismo e discriminazione. Il calcio è parte integrante della società mondiale. Riuniamo 300 milini di persone nel mondo e dobbiamo dare l'esempio", ha dichiarato alla stampa dalla città russa sul Baltico: "senza sanzioni severe, non avremo mai cambiamenti".

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