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Cassazione: “Datore di lavoro paghi l’Inps ai clandestini”

"Contributi devono essere rapportati alla retribuzione regolare" ROMA, 12 novembre 2010 – I datori di lavoro che impiegano nelle proprie aziende immigrati irregolari senza permesso di soggiorno e, dunque, senza regolare contratto, devono lo stesso pagare all’Inps i contributi previdenziali in favore dei lavoratori ‘clandestini’. Altrimenti gli imprenditori che, invece, assumono manodopera straniera rispettando le norme sull’immigrazione, sarebbero ingiustamente danneggiati.

Lo sottolinea la Cassazione nella sentenza 22599 che ha confermato la multa di circa 88 mila euro a un imprenditore romano che si avvaleva delle prestazioni di extracomunitari privi di documenti senza versare nulla all’Istituto nazionale di previdenza sociale.

Inoltre i supremi giudici avvertono che la retribuzione, in proporzione alla quale devono essere fatti i versamenti, deve essere quella prevista dai contratti vigenti.

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