Roma, 5 febbraio 2026 – Arrivano le prime conseguenze contabili dell’inchiesta “Welcome to Italy” sulla gestione dei fondi pubblici destinati all’accoglienza dei migranti. La Corte dei Conti ha depositato nei giorni scorsi la sentenza che impone risarcimenti complessivi per circa 400.000 euro a carico di persone fisiche e cooperative coinvolte, per il danno arrecato alle casse dello Stato.
Secondo i giudici contabili, una parte delle risorse erogate dal Ministero dell’Interno sarebbe stata distratta attraverso la presentazione di costi fittizi. Tra le irregolarità accertate figurano rimborsi per consulenze mai svolte, acquisti di beni utilizzati per finalità private e l’addebito di spese per personale impiegato in attività estranee ai progetti di accoglienza.
Nel dettaglio, per alcune delle vicende esaminate nel dispositivo, Michele Murante, Bruno Vincenzo Scittarelli e Paolo Aristide Aristipini sono stati condannati in solido al pagamento di una somma che supera i 108mila euro. Scittarelli, già sindaco di Cassino tra il 2001 e il 2010, viene indicato come figura centrale nella sentenza: oltre alla condanna condivisa con gli altri imputati, è chiamato a rispondere anche di ulteriori capitoli di spesa insieme alla cooperativa sociale Ginestra, oggi in liquidazione, per importi che si aggirano attorno ai 22mila e 56mila euro.
Pesanti anche le condanne che riguardano la cooperativa La Casa di Tom, per la quale Katia Risi è stata condannata solidalmente in due distinti episodi a risarcire somme per oltre 106mila euro e circa 77mila euro. A chiudere il quadro delle sanzioni pecuniarie c’è la cooperativa Lavoro per la Salute, anch’essa in liquidazione: Lucio Secondino e Luca Imondi dovranno risarcire 29mila euro.
Diversa la posizione dell’imprenditore Francesco Mosillo, ex consigliere comunale, che è stato ritenuto privo di responsabilità dalla Corte dei Conti. Non solo nessun risarcimento a suo carico, ma anche il riconoscimento di un rimborso: il Ministero dell’Interno dovrà versargli 2.500 euro per le spese legali sostenute.
Il legame con il procedimento penale
La sentenza contabile arriva un anno e mezzo dopo quella di primo grado emessa dal Tribunale di Cassino, che aveva inflitto pene severe nell’ambito del procedimento penale nato dall’inchiesta Welcome to Italy. In quella sede, Bruno Scittarelli era stato condannato a quattro anni e dieci mesi, Paolo Aristide Aristipini a quattro anni e sette mesi, Michele Murante a quattro anni e quattro mesi. Condanne erano state inflitte anche a Katia Risi, Francesco Mosillo, Lucio Secondino e Dino Secondino, oltre ad altri amministratori e soggetti coinvolti, con un quadro complessivo segnato da assoluzioni parziali e da diversi reati caduti in prescrizione.
Con la decisione della Corte dei Conti si chiude ora un ulteriore tassello di una vicenda giudiziaria complessa, almeno sul fronte del danno erariale. Per l’aspetto penale, invece, l’ultima parola spetterà alla Corte d’appello: la prossima udienza è fissata per il 23 febbraio.


