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Migranti, la Commissione UE: “Ogni vita persa in mare è una tragedia”

Roma, 5 febbraio 2026 – “Ogni vita persa in mare è una tragedia”. Con queste parole un portavoce della Commissione europea ha commentato le notizie, diffuse da diversi organi di stampa, relative alla morte di centinaia di migranti nel Mediterraneo a fine gennaio, dopo partenze avvenute dalle coste tunisine.

Da Bruxelles fanno sapere di non disporre, al momento, di informazioni ufficiali che confermino con precisione l’accaduto, ma assicurano che la situazione è seguita con attenzione. “Stiamo monitorando quanto emerso, come facciamo sempre in casi di questo tipo”, ha precisato il portavoce, sottolineando come tragedie simili riportino drammaticamente al centro dell’agenda europea il tema delle rotte migratorie.

Secondo la Commissione, questi eventi evidenziano “l’urgenza di intensificare il lavoro con i Paesi partner lungo le rotte migratorie”, in linea con la nuova strategia europea su asilo e migrazione presentata nei giorni scorsi. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la cooperazione con i Paesi di transito per prevenire la perdita di vite umane e raddoppiare gli sforzi nel contrasto alle reti criminali che gestiscono il traffico di esseri umani, individuate come “i veri responsabili di queste tragedie”.

Nel suo intervento, l’esecutivo europeo ha anche richiamato il ruolo svolto dalle operazioni di soccorso in mare, citando in particolare il lavoro delle guardie costiere – soprattutto quelle italiane – delle squadre di ricerca e salvataggio e dell’agenzia Frontex, impegnate nel tentativo di ridurre il numero di vittime lungo le rotte del Mediterraneo.

Per quanto riguarda il caso specifico e il possibile coinvolgimento delle autorità tunisine, la Commissione ha ribadito che le operazioni di ricerca e soccorso in mare restano una competenza nazionale e costituiscono un obbligo giuridico previsto dal diritto internazionale. Bruxelles ha inoltre chiarito di non essere responsabile del coordinamento diretto delle attività di search and rescue, pur restando in contatto con le autorità presenti sul terreno.

L’Unione europea, conclude la Commissione, continuerà a verificare gli elementi emersi e a seguire l’evolversi della situazione, mentre il Mediterraneo continua a rappresentare uno dei confini più letali al mondo per chi tenta di raggiungere l’Europa in cerca di protezione e di un futuro migliore.

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