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Lavoro domestico, ecco i contributi INPS 2026: cosa cambia

Quasi 900 mila colf e badanti, 7 su 10 sono migranti

Roma, 4 febbraio 2026 – L’INPS, con la circolare numero 9 del 3 febbraio 2026, ha comunicato gli importi dei contributi dovuti per l’anno 2026 per i lavoratori domestici, adeguandoli alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. I nuovi valori si applicano dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e riguardano colf, badanti, babysitter e, più in generale, tutti i lavoratori impiegati nei servizi domestici e di assistenza familiare.

Il calcolo dei contributi continua a basarsi sulla retribuzione oraria effettivamente corrisposta, sulla fascia retributiva di riferimento e sulla tipologia di contratto. Un elemento rilevante resta la distinzione tra rapporti a tempo indeterminato e rapporti a tempo determinato, per i quali è previsto un contributo addizionale, salvo i casi di sostituzione di lavoratori assenti.

Gli importi orari dei contributi per il 2026 sono i seguenti.

Per una retribuzione oraria fino a 9,61 euro, il contributo orario complessivo per i rapporti a tempo indeterminato è pari a 1,70 euro con CUAF e 1,71 euro senza CUAF, con una quota a carico del lavoratore di 0,43 euro. In caso di contratto a tempo determinato, l’importo sale a 1,82 euro con CUAF e a 1,83 euro senza CUAF, restando invariata la quota a carico del lavoratore.

Per una retribuzione oraria superiore a 9,61 euro e fino a 11,70 euro, il contributo orario per i rapporti a tempo indeterminato è pari a 1,92 euro con CUAF e 1,93 euro senza CUAF, con una quota lavoratore di 0,48 euro. Nei contratti a tempo determinato, l’importo cresce rispettivamente a 2,05 euro e 2,06 euro.

Per una retribuzione oraria oltre 11,70 euro, il contributo orario per i rapporti a tempo indeterminato è fissato a 2,34 euro, sia con CUAF sia senza CUAF, con una quota a carico del lavoratore di 0,59 euro. In caso di contratto a tempo determinato, il contributo sale a 2,50 euro con CUAF e a 2,51 euro senza CUAF.

Per i rapporti di lavoro con orario superiore alle 24 ore settimanali, il contributo orario è pari a 1,24 euro con CUAF e 1,25 euro senza CUAF nei rapporti a tempo indeterminato, con una quota lavoratore di 0,31 euro. Per i contratti a tempo determinato, gli importi diventano rispettivamente 1,32 euro e 1,33 euro.

La CUAF non è dovuta nei casi previsti dalla normativa, ad esempio quando il lavoratore è coniuge o parente convivente del datore di lavoro.

Nel complesso, i contributi comprendono la copertura previdenziale ai fini pensionistici, la quota per la NASpI, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e la contribuzione al Fondo per il trattamento di fine rapporto. La quota a carico del lavoratore può essere trattenuta direttamente dalla retribuzione.

Il versamento dei contributi continua ad avvenire con cadenza trimestrale, entro il 10 aprile, il 10 luglio, il 10 ottobre e il 10 gennaio dell’anno successivo. Dal 2026, inoltre, il pagamento è completamente digitalizzato: non vengono più inviati bollettini cartacei e il datore di lavoro deve accedere al Portale dei Pagamenti INPS per scaricare e pagare gli avvisi tramite PagoPA o altri canali abilitati.

I nuovi importi rappresentano un adeguamento contenuto ma significativo, che riflette l’andamento dell’inflazione e incide direttamente sul costo del lavoro domestico. Conoscere correttamente le fasce retributive e gli importi contributivi resta quindi essenziale per datori di lavoro e intermediari, al fine di evitare errori nei versamenti e garantire la piena tutela previdenziale dei lavoratori.

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