Roma, 10 giugno 2026 – Il Patto europeo su migrazione e asilo rappresenta “un’autentica pietra miliare” nella nuova gestione dei flussi migratori da parte dell’Unione europea. A sostenerlo è Alessandro Ciriani, eurodeputato di Fratelli d’Italia nel gruppo Ecr e relatore del regolamento sulla designazione della lista dei Paesi terzi sicuri, intervenuto al Parlamento europeo durante una conferenza stampa dedicata all’attuazione del Patto.
Secondo Ciriani, il nuovo impianto normativo segna un cambio di passo rispetto al passato, perché nasce da una convergenza politica più ampia e non da una visione di parte. L’eurodeputato ha sottolineato come i regolamenti che compongono il Patto siano stati costruiti anche grazie al contributo di gruppi parlamentari con orientamenti politici molto diversi, a dimostrazione di una presa d’atto comune sulla necessità di affrontare la questione migratoria con strumenti più concreti.
Per l’esponente di Fratelli d’Italia, l’Unione europea avrebbe compiuto “un bagno di realismo”, riconoscendo che la gestione dei flussi non può più essere affidata soltanto alla logica della redistribuzione tra Stati membri. La migrazione, ha spiegato, è un fenomeno “epocale” che non può essere sottovalutato né trasformato in terreno di scontro ideologico.
Al centro della riflessione di Ciriani c’è la distinzione tra chi ha diritto alla protezione internazionale e chi, invece, non rientra nei requisiti previsti. Una distinzione che, secondo l’eurodeputato, diventa essenziale per evitare che l’intero sistema venga messo sotto pressione fino al rischio di collasso. L’abuso delle procedure, ha osservato, finisce infatti per penalizzare proprio coloro che avrebbero realmente diritto a essere tutelati.
Il Patto, nelle intenzioni dei suoi sostenitori, punta dunque a rendere più ordinata e coerente la gestione della migrazione, distinguendo tra immigrazione legale e irregolare e rafforzando gli strumenti a disposizione degli Stati membri per rimpatri ed espulsioni. Ciriani ha evidenziato come, in passato, tali strumenti si siano spesso rivelati inefficaci, contribuendo a una gestione frammentata e poco incisiva.
La posizione dell’eurodeputato si inserisce nel più ampio dibattito europeo sull’attuazione del Patto migrazione e asilo, uno dei dossier più sensibili dell’agenda comunitaria. Il nuovo quadro normativo mira a bilanciare responsabilità, solidarietà tra Stati membri, controllo delle frontiere esterne e tutela dei diritti fondamentali, in un contesto segnato da forti tensioni politiche e da pressioni migratorie che continuano a rappresentare una delle principali sfide per l’Unione europea.


