Roma, 18 maggio 2026 – Sono arrivati il 14 maggio all’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino 130 rifugiati provenienti dalla Libia, grazie a un volo charter organizzato dall’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati. Le persone evacuate sono originarie di Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Etiopia, Guinea, Mali, Palestina, Senegal, Somalia, Sud Sudan, Sudan e Togo. Secondo quanto comunicato, molte di loro hanno vissuto in condizioni di grave vulnerabilità e necessitano di protezione internazionale. Altre 13 persone dovrebbero arrivare in Italia nei prossimi giorni.
Tra i rifugiati giunti a Fiumicino ci sono 44 uomini singoli, 27 donne singole e 20 nuclei familiari. Particolare attenzione è rivolta ai minori: l’età media dei bambini è di 8 anni, mentre cinque hanno meno di due anni. Il trasferimento rientra nel protocollo firmato nel dicembre 2023 tra Ministero dell’Interno, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, UNHCR, Arci, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Comunità di Sant’Egidio. L’accordo ha finora permesso l’arrivo in sicurezza di 766 persone.
I beneficiari sono persone fuggite da guerre, persecuzioni e violenze, rimaste temporaneamente in Libia in condizioni spesso drammatiche. Tra loro figurano bambini, donne vittime di tratta, sopravvissuti a torture e violenze, persone con gravi problemi di salute e altri soggetti selezionati dall’UNHCR sulla base della vulnerabilità. Dopo l’arrivo in Italia, l’accoglienza sarà distribuita tra il Sistema Accoglienza e Integrazione, Arci, Federazione delle Chiese Evangeliche e Comunità di Sant’Egidio.
Dal 2017 l’Italia ha accolto 2.081 rifugiati e richiedenti asilo dalla Libia attraverso programmi di evacuazione e reinsediamento dell’UNHCR, inclusi 104 transitati attraverso il Niger. Il dato si inserisce in un quadro globale segnato da bisogni crescenti: nel 2025 oltre 2,8 milioni di rifugiati avevano necessità di reinsediamento, ma solo 188 mila sono stati effettivamente trasferiti in sicurezza, pari a circa l’8% del fabbisogno complessivo.
I corridoi umanitari e le evacuazioni di emergenza rappresentano uno degli strumenti più importanti per offrire alternative sicure ai viaggi irregolari e alle reti dei trafficanti. Consentono a persone in fuga di raggiungere l’Europa senza affrontare traversate pericolose e, allo stesso tempo, costituiscono un segnale di solidarietà verso i Paesi a basso e medio reddito, che ospitano la maggioranza dei rifugiati nel mondo.


