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Dl 146/2025: le novità su flussi e immigrazione dopo le modifiche in commissione

Roma, 18 novembre 2025 – È arrivato ieri in Aula alla Camera dei Deputati il disegno di legge di conversione del Decreto Legge 146/2025, dedicato alle “disposizioni urgenti in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, nonché di gestione del fenomeno migratorio”. Si tratta di uno dei provvedimenti più rilevanti dell’anno in tema di programmazione dei flussi, che segna un ulteriore passo avanti nel tentativo del Governo di rendere più rapido ed efficiente l’accesso legale al lavoro in Italia.

La settimana scorsa si era concluso l’esame in Commissione Affari Costituzionali, dove sono state introdotte modifiche significative oggi all’attenzione dell’Aula. Il cuore degli interventi riguarda soprattutto tre aree: la formazione all’estero, i controlli sulle domande di ingresso e l’ampliamento degli ingressi fuori quota per il lavoro domestico.

Una prima novità riguarda le semplificazioni per l’ingresso dei lavoratori formati all’estero. L’obiettivo è snellire le procedure per chi ha già acquisito competenze certificate, riducendo i tempi di riconoscimento e facilitando l’incontro tra domanda e offerta. La riforma punta a rendere più immediato l’accesso alle procedure dei flussi per quei profili professionali che risultano particolarmente richiesti nel mercato del lavoro italiano.

Di rilievo anche la possibilità per l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) di effettuare verifiche preventive sulle domande precompilate presentate nell’ambito del decreto flussi. Questa misura è pensata per incrementare il controllo sulla correttezza delle richieste e prevenire abusi o irregolarità che negli anni passati hanno rallentato l’intero meccanismo di assegnazione delle quote.

Un altro capitolo importante è l’estensione degli ingressi fuori quota nel settore del lavoro domestico. La norma prevede che tali ingressi, già consentiti per l’assistenza a ultraottantenni e persone con disabilità, possano essere destinati anche alla cura e assistenza di bambini da 0 a 6 anni. Si tratta di un ampliamento significativo, che riconosce le esigenze crescenti delle famiglie italiane e punta a rispondere a una domanda di personale qualificato che il mercato interno non riesce a soddisfare.

Nel complesso, il pacchetto di modifiche introdotto dalla Commissione configura un sistema di accesso più flessibile e razionale, con un rafforzamento degli strumenti di controllo e una maggiore attenzione alle reali necessità socio-economiche del Paese. È disponibile il testo approvato in Commissione, insieme al nuovo Dossier del Servizio Studi, che offre una lettura dettagliata articolo per articolo delle innovazioni introdotte.

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