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Contrastare la povertà educativa: il progetto RemiX e la vulnerabilità dei minori migranti in Italia

Roma, 19 novembre 2025 – Nel giorno in cui si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, il quadro italiano relativo ai minori in condizione di vulnerabilità appare ancora critico. I dati più recenti dell’Istat mostrano un aumento significativo delle famiglie con minori stranieri che vivono in povertà assoluta, evidenziando come il percorso migratorio possa amplificare fragilità già esistenti.

Una vulnerabilità che cresce

Nel 2024, in Italia sono poco più di 2,2 milioni le famiglie in povertà assoluta (pari all’8,4% del totale). Tra queste, quasi 734mila sono nuclei con minori (12,3%). La condizione peggiora sensibilmente quando si osservano le famiglie con cittadinanza non italiana: mentre l’incidenza di povertà tra le famiglie composte da soli italiani è dell’8,0%, nelle famiglie composte esclusivamente da stranieri si impenna al 40,5%.

Il dato è ancora più marcato nel Mezzogiorno, dove la povertà assoluta colpisce il 46,2% delle famiglie con minori e almeno uno straniero. Nelle famiglie di soli stranieri con minori, sempre al Sud, l’incidenza raggiunge un drammatico 62,5%.

Minori sotto i 16 anni: il divario più profondo

La Fondazione ISMU ETS evidenzia come la vulnerabilità sia particolarmente alta tra i minori sotto i 16 anni. I bambini e gli adolescenti con cittadinanza straniera mostrano un rischio di povertà o esclusione sociale pari al 43,6%, oltre 20 punti percentuali in più rispetto ai loro coetanei italiani (23,5%).

Al Sud, il divario diventa quasi abissale: il rischio di esclusione raggiunge il 78,2% tra i minori stranieri, contro il 40,9% degli italiani. Anche al Nord il divario permane, seppur meno marcato: un terzo dei minori con background migratorio è a rischio, contro appena il 9,3% dei coetanei italiani.

Il progetto RemiX: una rete per proteggere e accompagnare

In questo scenario si inserisce RemiX – Reti di supporto per minori migranti, promosso da Fondazione ISMU ETS con il sostegno del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI 2021–2027).

Il progetto punta a potenziare i servizi dedicati a minori e famiglie con background migratorio, offrendo un approccio multidimensionale e interculturale. Cuore dell’iniziativa sono gli Spazi RemiX, evoluzione del precedente progetto Remì (FAMI 2014–2020), già sperimentato con successo.

Questi spazi – attivi a Milano, Pavia, Perugia, Caserta, Napoli e Castrovillari – sono luoghi di accoglienza, ascolto e orientamento. Qui opera un’équipe multidisciplinare composta da operatori sociali, psicologi, mediatori culturali e pedagogisti, in rete con scuole, servizi sociali, enti locali e comunità migranti.

Un modello integrato di prevenzione e presa in carico

L’obiettivo di RemiX è sviluppare un sistema integrato capace di rispondere in modo rapido ed efficace alle molteplici forme di vulnerabilità che colpiscono i minori stranieri. Il progetto promuove interventi partecipati, rafforzando la collaborazione tra pubblico e privato e valorizzando il ruolo delle comunità locali.

Un elemento innovativo è rappresentato dalle mappe territoriali multilingua, accessibili online e in formato cartaceo. Questi strumenti aiutano le famiglie a capire dove trovare supporto, quali diritti possono esercitare e a quali servizi rivolgersi in caso di bisogno emotivo, scolastico o sociale.

Il ruolo chiave dei Community Agents

Punto di forza del progetto è anche il coinvolgimento dei Community Agents, membri delle comunità migranti che fungono da ponte tra famiglie e servizi del territorio. Grazie alla loro conoscenza linguistica e culturale, facilitano l’accesso ai servizi, favoriscono la fiducia e riducono le barriere comunicative.

Questi facilitatori hanno contribuito in modo decisivo a coinvolgere le famiglie negli Spazi RemiX, orientandole verso percorsi di crescita e tutela dei diritti dei minori.

Una rete da consolidare e replicare

Con RemiX, Fondazione ISMU ETS mira a rafforzare il capitale sociale e istituzionale delle città coinvolte, consolidando le esperienze positive del precedente progetto Remì e puntando alla replicabilità del modello in altri contesti italiani.

In un Paese dove la povertà educativa e materiale colpisce ancora duramente i minori con background migratorio, iniziative come RemiX rappresentano un passo concreto per costruire comunità più inclusive, capaci di riconoscere e proteggere i diritti dei bambini e degli adolescenti, indipendentemente dalla loro origine.

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