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Emergenza Nord Africa. Il Tavolo Asilo: “Ritardi, sprechi e nessuna soluzione”

“Il governo ha fatto poco, si rischia di alimentare il razzismo e l'ostilità verso gli stranieri”. L’appello e le proposte delle associazioni che assistono i profughi

Roma – 21 dicembre 2012 – “Restano tutti aperti in problemi relativi alla cosiddetta Emergenza Nord Africa ereditati dal governo Berlusconi. Ben poco è stato purtroppo realizzato dall’attuale governo e dal ministro Cancellieri per far fronte con tempestività a una situazione che si trascina da troppo tempo, senza una programmazione efficace e lungimirante degli interventi necessari a garantire  un sistema d’accoglienza certo ed  equilibrato per i profughi arrivati ormai più di un anno fa  soprattutto dalla Libia in guerra”.

È la denuncia di ARCI, ASGI, Casa dei diritti sociali, Centro Astalli, CIR, FCEI, Senza Confine, associazioniche fanno parte del Tavolo Nazionale Asilo e che sono più che preoccupate per la sorte di ventimila persone. “Si è scelto – scrivono – di scaricare sui territori e sui profughi le conseguenze negative di una perdurante inadeguatezza nella gestione dei problemi”.

“Del tutto ingiustificato – sottolineano – è stato in particolare l'enorme ritardo con il quale il governo in carica, solo a fine novembre, ha deciso di riconoscere la protezione umanitaria ai profughi nonostante tutti gli enti di tutela e l'Unhcr avessero lanciato l'allarme sulla gravità della situazione già in febbraio. La gestione dell'Emergenza Nord Africa (ENA) ha così comportato un incredibile spreco di risorse che, gravando sulla spesa pubblica in un momento di crisi come questo, rischia di alimentare il razzismo e l'ostilità verso gli stranieri”.

Le associazioni sottolineano “il costante atteggiamento di non ascolto tenuto dal Ministero dell’Interno che, più volte sollecitato ad un incontro  richiesto attraverso l’Unhcr che coordina il Tavolo, non ha mai risposto”. Questo mentre il “tardivo avvio della procedura di riesame delle domande di asilo inizialmente rigettate impedisce la rapida definizione dello status giuridico di migliaia di persone, ostacolando di fatto l'avvio di un percorso di integrazione sul territorio”.

Il Tavolo Nazionale Asilo richiama dunque “l’attenzione dell’opinione pubblica, delle forze politiche e delle istituzioni nazionali sul rischio concreto che ulteriori rinvii nelle scelte per una dignitosa e giusta soluzione dei problemi legati all’accoglienza e all’uscita dai percorsi fin qui attivati nell’ambito dell’ENA, producano danni così estesi da compromettere persino nel breve termine l'evoluzione dell’intero sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo in Italia.

Di qui  “un pressante appello alle autorità centrali affinchè:

– si emani una circolare per chiarire che il permesso di soggiorno per motivi umanitari riguarda tutti i profughi ENA (in accoglienza o meno, con o senza domicilio);

– con la fine dello stato di emergenza (previsto al 31 dicembre), tutti gli interventi di accoglienza in essere vengano comunque garantiti almeno fino al termine del periodo della c.d. emergenza freddo (30 marzo), per evitare drammatiche conseguenze sociali, scaricando nel pieno dell'inverno sui territori la disperazione di migliaia di persone senza abitazione e senza lavoro.  Considerando la profonda situazione di incertezza dei profughi sul proprio futuro, è necessario che le autorità competenti forniscano informazioni precise e uniformi in tutti i centri di accoglienza.

– nel passaggio alla gestione ordinaria dell'accoglienza, dev’essere privilegiato il trasferimento dalle strutture alberghiere o para alberghiere verso strutture gestite da enti con provata esperienza in questo ambito, dando priorità a famiglie e vulnerabili;

– sia resa possibile una gestione più flessibile delle risorse residue destinate all'accoglienza, utilizzandone una parte, sotto forma di servizi finalizzati a completare percorsi individuali di inclusione sociale, con una programmazione di area;

– venga adottato un programma specifico di prosecuzione degli interventi di accoglienza e tutela per le situazioni maggiormente vulnerabili ai sensi dell'art. 8 del D.Lgs 140/05 e verso i nuclei familiari;

– si utilizzino i nuovi posti assegnati alla rete SPRAR in modo intelligente e mirato, al fine di rispondere alle situazioni ENA più vulnerabili attraverso una concertazione territoriale che coinvolga gli enti locali e le organizzazioni di tutela che abbiano esperienza e competenza;

– vengano mantenute ed incentivate le misure di rimpatrio volontario con adeguati strumenti di reinserimento nei Paesi di provenienza”.
 

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