Roma, 1 giugno 2026 – Risparmi sui servizi destinati all’accoglienza dei migranti che, secondo la Procura regionale della Corte dei conti per la Campania, sarebbero stati trasformati in denaro utilizzato per finalità personali: viaggi, soggiorni, accessori di lusso e acquisti in boutique di grandi marchi. È il quadro al centro dell’inchiesta contabile che coinvolge otto persone nell’ambito della gestione dei centri di accoglienza riconducibili al consorzio “Maleventum”, nel Beneventano.
La Guardia di Finanza di Benevento ha notificato otto inviti a dedurre nell’ambito di un procedimento in cui viene ipotizzato un danno erariale pari a circa 1,3 milioni di euro. Tra i destinatari figurano amministratori e rappresentanti legali del consorzio, oltre ad alcuni ex funzionari e dirigenti della Prefettura di Benevento che, secondo la ricostruzione degli inquirenti contabili, avrebbero avuto un ruolo nella gestione o nel mancato controllo delle attività legate all’accoglienza.
L’indagine nasce dalla trasmissione, avvenuta nel dicembre 2018, degli atti di un procedimento penale poi sfociato in una sentenza del Tribunale di Benevento. Al centro degli accertamenti vi è il periodo compreso tra il 2014 e il 2018, durante il quale al consorzio sarebbero arrivati, tramite la Prefettura, oltre 20 milioni di euro erogati dal Ministero dell’Interno per l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.
Secondo la Procura contabile, una parte di quelle risorse pubbliche non sarebbe stata impiegata per garantire i servizi previsti nei centri, ma sarebbe finita nella disponibilità degli amministratori del consorzio e dei loro familiari. Gli accertamenti della Guardia di Finanza avrebbero evidenziato gravi carenze igienico-sanitarie, sovraffollamento, insufficienza di beni e servizi essenziali e mancato rispetto degli standard di sicurezza previsti dai capitolati d’appalto.
Nel mirino degli inquirenti anche la condotta di alcuni ex funzionari della Prefettura. A uno di loro viene contestato, in particolare, di avere segnalato in anticipo l’arrivo di controlli nei centri di accoglienza, utilizzando frasi considerate veri e propri “alert”. Secondo la ricostruzione, non sarebbero inoltre state attivate le procedure sanzionatorie previste in presenza di criticità o irregolarità.
Analoga contestazione riguarda altri ex dirigenti dell’Area Immigrazione della Prefettura di Benevento, che secondo la Procura contabile non avrebbero applicato le penalità contrattuali e le misure previste nei casi di mancato rispetto degli obblighi da parte del gestore.
Tra le spese ritenute estranee alle finalità dei finanziamenti pubblici figurerebbero acquisti in negozi di marchi di lusso, tra cui Hermès, Chanel e Prada, oltre a viaggi, soggiorni, trasferimenti di denaro a familiari del gestore di fatto e altre operazioni giudicate non coerenti con la destinazione dei fondi.
Gli inviti a dedurre rappresentano una fase del procedimento contabile e consentono ai destinatari di presentare le proprie controdeduzioni prima di eventuali ulteriori iniziative da parte della Procura della Corte dei conti. Al momento, dunque, le responsabilità contestate restano da accertare nelle sedi competenti.


