Roma, 13 luglio 2026 – Italia e Ungheria rafforzano la collaborazione sull’integrazione economica dell’Europa sud-orientale e sulla gestione dei flussi migratori lungo la rotta balcanica. È quanto emerso dalla partecipazione ungherese alla riunione del gruppo informale “Amici dei Balcani occidentali”, ospitata a Roma e presieduta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Per Budapest si è trattato della prima partecipazione ai lavori del gruppo. Tajani ha ringraziato la vicepremier e ministra degli Esteri ungherese Anita Orbán per il contributo offerto alla discussione, sottolineando la sintonia esistente tra i due Paesi sia sul piano economico sia su quello migratorio.
Il gruppo per l’allargamento dell’Unione europea
Gli “Amici dei Balcani occidentali” riuniscono Italia, Austria, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia. L’obiettivo dell’iniziativa è sostenere il percorso europeo dei sei Paesi balcanici candidati o potenziali candidati all’adesione: Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia.
L’ingresso dell’Ungheria nel confronto amplia il fronte dei Paesi europei favorevoli a un’accelerazione del processo di integrazione. Per il governo italiano, l’allargamento ai Balcani rappresenta non soltanto una scelta politica, ma anche uno strumento per rafforzare stabilità, sicurezza e sviluppo economico in un’area strategica per l’intero continente.
Trieste come snodo logistico
Tra i temi affrontati figura lo sviluppo del porto di Trieste, sul quale l’Ungheria ha effettuato importanti investimenti. Secondo Tajani, lo scalo può diventare uno dei principali poli logistici per i corridoi europei e per il progetto Imec, il corridoio economico che punta a collegare India, Medio Oriente ed Europa attraverso infrastrutture marittime, ferroviarie ed energetiche.
Per Budapest, Paese privo di accesso diretto al mare, Trieste rappresenta uno sbocco commerciale strategico. Per l’Italia, gli investimenti ungheresi possono invece rafforzare il ruolo del porto come porta d’ingresso verso l’Europa centrale e sud-orientale.
La cooperazione economica diventa così parte di una più ampia strategia europea nei Balcani: avvicinare progressivamente i Paesi della regione al mercato unico, migliorare le infrastrutture e ridurre le distanze economiche ancora esistenti rispetto agli Stati membri.
Cooperazione sulla rotta balcanica
Il confronto ha riguardato anche la gestione dei movimenti migratori. Italia e Ungheria condividono la richiesta di una maggiore cooperazione lungo la rotta balcanica, attraverso il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dell’Unione e il contrasto alle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di persone.
La rotta balcanica continua infatti a rappresentare uno dei principali itinerari utilizzati da migranti e richiedenti asilo per raggiungere l’Europa centrale dopo essere entrati nel territorio europeo attraverso Grecia, Bulgaria o altri Paesi della regione.
La posizione espressa da Tajani insiste sulla necessità di una risposta comune europea. Il controllo delle frontiere, secondo il governo italiano, deve essere accompagnato dalla collaborazione con i Paesi di origine e transito e da un’azione coordinata contro i trafficanti.
La partecipazione ungherese alla riunione segnala quindi un avvicinamento tra Roma e Budapest su due dossier centrali: l’allargamento dell’Unione europea verso i Balcani e la costruzione di una politica migratoria maggiormente condivisa.


