Roma, 24 novembre 2025 – C’è un filo che lega la sicurezza, la dignità e la storia personale di ogni lavoratore. Un filo spesso invisibile, ma fondamentale per capire cosa significa costruire equità nei cantieri e nei luoghi di lavoro. La Asl Napoli 2 Nord ha deciso di partire proprio da questo filo, trasformando un tema tecnico in un racconto umano: quello dei lavoratori migranti, extracomunitari, dei professionisti della prevenzione, dei medici e delle istituzioni che ogni giorno operano sul campo.
Il corso di formazione regionale promosso dall’Azienda sanitaria è diventato il luogo in cui queste storie si sono intrecciate, rivelando un modello di buone pratiche che oggi viene riconosciuto come esempio per l’intera Campania.
Equità come ascolto, non solo come norma
L’incontro ha mostrato una verità semplice ma spesso ignorata: non esistono ricette rapide per garantire equità. Ogni lavoratore porta con sé una lingua, un passato, delle fragilità. E la sicurezza non può essere davvero efficace se non parte dall’ascolto.
Lo ha ricordato con parole intense Gennaro Bilancio: «Ti vedo non significa solo ti guardo, ma riconosco la tua storia, il tuo peso, il tuo valore». Nel mondo dei cantieri, questo sguardo può fare la differenza tra un gesto salvavita e un infortunio evitabile.
Il tavolo di lavoro: istituzioni, sanità e mondo del lavoro
Intorno al tavolo, moderato dalla Professoressa Monica Lamberti della Università Vanvitelli, si sono ritrovati medici, dirigenti, rappresentanti sindacali, specialisti della prevenzione e mediatori culturali. Una squadra corale che comprende l’importanza di un approccio One Health, dove la salute del lavoratore non è un dettaglio amministrativo, ma un bene sociale.
Tra i protagonisti: Pasquale Di Girolamo Faraone, Luigi Castellone, Francesco Bencivenga, Roberto Ucciero, Domenico Fragomeno, Umberto Candura, Rocco Graziano, Mattia D’Acunto, oltre ai sindacati FENEAL-UIL, FILLEA CGIL e FILCA CISL, e agli specialisti del PSALML dell’Asl Napoli 2 Nord.
La regia organizzativa è stata curata da Lucio Bianchi dell’Associazione Teseo, insieme ad Andrea Vaccaro e Francesca Izzo.
Le criticità: un settore ad alto rischio che chiede risorse
Il quadro emerso è chiaro e complesso. L’edilizia continua a essere uno dei settori con più alto rischio di infortuni gravi e mortali. I lavoratori stranieri spesso non conoscono a fondo le norme di sicurezza, o non hanno accesso a percorsi formativi calibrati sulle loro necessità linguistiche e culturali. A ciò si aggiunge una cronica carenza di personale nei servizi territoriali e la scarsità di risorse specialistiche dedicate alla prevenzione.
Le risposte: un modello che nasce dal territorio
La Asl Napoli 2 Nord ha scelto di rispondere con un modello operativo concreto: la creazione di un ambulatorio di Medicina del Lavoro dedicato all’emersione delle malattie professionali, con supporto medico-legale, strumenti di sorveglianza sanitaria e materiali formativi comprensibili, realizzati in più lingue.
Sono nati video formativi, check-list, protocolli semplificati, linee guida pensate non solo per gli addetti ai lavori, ma per chiunque metta piede in un cantiere.
Un lavoro che vive grazie alla collaborazione tra sistema sanitario, imprese, sindacati, cooperative e Prefetture.
La sicurezza come diritto e come relazione
La storia raccontata da questo corso va oltre l’adempimento normativo. Parla di relazioni, di cura del clima di lavoro, di un modo nuovo di intendere la prevenzione come investimento umano prima ancora che tecnico.
La salute e la sicurezza nei cantieri non sono un privilegio: sono un diritto fondamentale. Riconoscerlo significa costruire non solo edifici più solidi, ma anche comunità più giuste.
La Asl Napoli 2 Nord dimostra che questo è possibile: basta iniziare da un gesto semplice, ma rivoluzionario. Vedere davvero chi lavora.


