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Lavoro ai clandestini: Ue divisa sul giro di vite

Proposte sanzioni penali per i datori di lavoro e 5% di imprese ispezionate. Germania guida il fronte del no Roma – 24 luglio 2008 – Non c’è accordo nell’Ue sul giro di vite contro chi assume clandestini. La proposta della presidenza francese che prevede sanzioni penali contro i datori di lavoro e una soglia minima del 5% per le ispezioni nelle imprese, appoggiata anche dall’Italia, spacca i 27 tra favorevoli e contrari.

I contrari
A guidare il fronte del no è la Germania. ”Ci sono altri modi per combattere il fenomeno delle assunzioni in nero degli immigrati clandestini, mentre un tetto definito per le ispezioni può favorire controlli pro-forma, tanto per rispettare il tetto” ha detto il ministro tedesco dell’interno Wolfgang Schauble. Secondo il ministro svedese Tobias Billstrom,  ”non esiste una competenza comunitaria in materia di diritto penale’. ‘Quanto alle ispezioni, non ci opponiamo, ma la competenza deve essere lasciata a ciascun Stato membro”.

Su questa linea anche l’Olanda, l’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Polonia. Tutti hanno fatto riferimento ad un proposta di possibile compromesso avanzata dalla Finlandia. Per quanto riguarda le sanzioni, il ministro finlandese Astrid Thors ha detto che devono essere ”dissuasive ed efficaci”, ma che per problemi di carattere giuridico va lasciato agli Stati membri la possibilita’ o meno di arrivare ad imporre sanzioni penali. Sulle ispezioni, la Finlandia ha proposto di non fissare tetti quantitativi, ”ma obiettivi mirati di qualita”’.

Italia favorevole
La proposta francese è appoggiata dalla Commissione ue e da un largo numero di Paesi, con in testa Italia (il doppio sì e’ stato annunciato dal ministro Roberto Maroni), Spagna, Portogallo e Grecia. D’accordo ad imporre sanzioni penali e a fissare una quota minima di ispezioni per i datori di lavoro che assumono clandestini anche Estonia, Lettonia, Lituania, Austria, Slovenia, Bulgaria, Malta, Cipro e Belgio.

"L’assunzione in nero di clandestini è una vergogna oltre che un attentato alla competività dell’economia", ha detto il ministro portoghese José Magalhaes, annunciando il doppio sì del Portogallo, che contempla già la possibilità di sanzionare penalmente i datori di lavoro che sfruttano i clandestini. "Il colpevole dell’ immigrazione clandestina è chi la sfrutta", ha sottolineato il ministro spagnolo Celestino Corbacho Chaves. "La proposta di direttiva sul tavolo va in questa direzione ed ha il nostro appoggio".

Sulle ispezioni, tutti i ministri favorevoli al target hanno precisato l’importanza di fare controlli qualitativi, colpendo in particolare i settori più a rischio in ciascun Paese.

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