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Lega: Stato non rimborsa a Lombardia 100 mln per cure immigrati

Milano, 24 agosto 2016 – “E’ incredibile e vergognoso che la Regione Lombardia abbia almeno un centinaio di milioni di euro di credito verso lo Stato italiano per aver anticipato le cure mediche ospedaliere agli immigrati, clandestini o richiedenti asilo, e che Roma continui a fare orecchie da mercante, pagando con tempi da lumaca e con il contagocce”.

Lo ha dichiarato, in una nota, Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda. Che ha aggiunto: “Ma adesso basta, non si puo’ pensare che la Lombardia, che regala ogni anno alle casse di Roma qualcosa come 54 miliardi in tasse versate dai suoi cittadini e della sue imprese, possa sempre pagare per tutti: a questo punto visto che da Roma i soldi non arrivano invitiamo le Asst del territorio lombardo, sul modello di quanto fatto un anno fa dalle aziende sanitarie di Chiari e Treviglio, ad intentare causa allo Stato, presentandogli il conto e chiedendo ai tribunali il pignoramento dei beni delle Prefetture di riferimento”.

Sul punto e’ intervenuto anche il consigliere regionale lombardo, Pietro Foroni, in qualita’ di responsabile del gruppo legale della Lega Lombarda, che ha affermato: “La questione del debito di 100 milioni di euro da parte dello Stato verso la Lombardia per l’anticipo delle somme necessarie per la cura dei clandestini, necessita di una risposta pronta da parte dei dirigenti delle ASST lombarde. Negli anni scorsi le allora aziende ospedaliere di Chiari e Treviglio attraverso la notifica di un decreto ingiuntivo allo Stato italiano, e successivo atto di precetto, hanno ottenuto i dovuti pagamenti. Queste iniziative giudiziarie devono essere intraprese da tutte le ASST. Inutile lamentarsi se poi non si fa nulla.

Chi si e’ attivato – ha concluso – ha ottenuto quanto gli spettava. Per questo come movimento politico Lega Nord riteniamo opportuna l’organizzazione di un incontro-convegno di natura tecnico-politico con i legali che hanno assistito le predette aziende perché spieghino le loro esperienze e l’iter seguito a tutte le ASST”.

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