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Migranti a Pescara, Usb denuncia ritardi nelle procedure: presidio davanti alla Prefettura

Roma, 4 marzo 2026 – Un presidio davanti alla Prefettura di Pescara per denunciare i ritardi nelle procedure amministrative che riguardano centinaia di persone ospitate nei centri di accoglienza della provincia. A promuoverlo, nella giornata del 3 marzo, è stata l’Unione Sindacale di Base (Usb), che ha chiesto un incontro urgente con il prefetto per affrontare quella che definisce una situazione di stallo burocratico ormai insostenibile.

Secondo il sindacato, migliaia di migranti presenti nei centri del territorio sarebbero bloccati da oltre due anni e mezzo senza aver ancora sostenuto l’audizione prevista per l’esame della domanda di protezione internazionale o per il rilascio del permesso di soggiorno. Si tratterebbe in gran parte di persone arrivate a Lampedusa nell’estate del 2023 e successivamente trasferite in Abruzzo.

Una condizione che, sottolinea Usb, sarebbe in contrasto con la normativa vigente, secondo la quale le procedure dovrebbero essere concluse entro sei mesi. Il prolungarsi dei tempi avrebbe invece creato una situazione di forte incertezza per molti richiedenti asilo, con ripercussioni sulla loro stabilità personale e sulla possibilità di pianificare il proprio percorso di integrazione.

Il sindacato segnala inoltre ritardi nel rinnovo dei documenti temporanei, un problema che rischia di complicare ulteriormente la posizione amministrativa delle persone coinvolte. “Questa precarietà non è più tollerabile”, affermano i rappresentanti di Usb, chiedendo un intervento immediato delle istituzioni per sbloccare le procedure.

Secondo l’organizzazione sindacale, quanto accade a Pescara non rappresenterebbe un caso isolato, ma rifletterebbe criticità più ampie del sistema di accoglienza e delle procedure legate alle domande di protezione internazionale in Italia.

Usb ha annunciato che la mobilitazione proseguirà anche nelle prossime settimane finché non verranno garantiti tempi certi per l’esame delle pratiche e il diritto a una permanenza regolare nel Paese per le persone coinvolte.

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