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Migranti in Albania, rinnovato l’accordo per l’alloggio delle forze di polizia

Roma, 27 gennaio 2026 – Prosegue l’attuazione del Protocollo tra Italia e Albania sulla gestione dei flussi migratori, sottoscritto il 6 novembre 2023. Nell’ambito delle attività operative connesse al funzionamento dei centri per migranti di Gjadër e Shengjin, il Ministero dell’Interno ha rinnovato la convenzione per l’alloggio del personale delle Forze di Polizia impegnato in Albania.

Al termine di una consultazione preliminare di mercato avviata a metà giugno e conclusa alla fine di dicembre, l’appalto è stato nuovamente assegnato alla stessa struttura che aveva già fornito il servizio negli anni precedenti. Si tratta del Rafaelo Resort, una struttura alberghiera a cinque stelle situata a Shengjin, in Albania.

La convenzione ha una durata di ventiquattro mesi e riguarda il servizio di alloggiamento in camere singole alberghiere, comprensivo di ristorazione e di servizi connessi, destinato al personale delle Forze di Polizia operante sul territorio albanese per le attività legate alla gestione dei centri.

Secondo i documenti del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, il costo unitario giornaliero omnicomprensivo è fissato in 83 euro, al netto delle imposte. L’importo massimo stimato dell’accordo, sempre al netto delle tassazioni, è pari a 18.177.000 euro per l’intero periodo contrattuale.

L’accordo rientra nel più ampio quadro delle cosiddette “soluzioni innovative” adottate dal governo italiano per la gestione dei flussi migratori e delle procedure di accoglienza e trattenimento. L’operatività dei centri in Albania è stata oggetto di un percorso graduale, anche alla luce delle valutazioni giuridiche e delle necessarie procedure amministrative e normative a livello nazionale ed europeo. Nel frattempo, proseguono le attività organizzative e logistiche necessarie a consentire il pieno funzionamento delle strutture, comprese quelle relative al personale impiegato sul posto.

L’iniziativa ha tuttavia alimentato un dibattito politico e pubblico. Alcune forze di opposizione e osservatori hanno sollevato interrogativi sui costi complessivi dell’operazione e sulla sua efficacia rispetto alle strutture già operative in Italia. Il governo, da parte sua, ha ribadito la legittimità del Protocollo e la volontà di proseguire lungo questa linea, sostenendo che l’accordo con l’Albania rappresenti un elemento di una strategia più ampia di gestione dei flussi migratori, anche in chiave europea.

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