Roma, 11 agosto 2025 – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un’intervista al Tg5, ha lanciato un duro attacco alla magistratura in merito alle decisioni che riguardano l’immigrazione. “Vedo un disegno politico intorno ad alcune decisioni, in particolare quelle sui migranti, come se si volesse frenare la nostra azione di contrasto all’immigrazione illegale. Ciononostante – ha sottolineato – i flussi di immigrati illegali in Italia sono diminuiti del 60% e lavoriamo per fare ancora meglio”.
Il riferimento è anche al caso Almasri, per il quale il Tribunale dei ministri ha deciso di archiviare la posizione della premier e chiedere l’autorizzazione a procedere per il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano. Meloni ha definito “surreale” tale richiesta, spiegando che “hanno agito nel rispetto della legge per tutelare la sicurezza degli italiani. Non governano a mia insaputa: io non sono Alice nel Paese delle Meraviglie, sono il capo del governo e non sono neanche, diciamocelo, un Conte qualsiasi che faceva finta di non sapere cosa facesse il suo ministro degli Interni”.
La risposta del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, non si è fatta attendere. In un video su Facebook, ha replicato: “Non sono certo una Meloni qualsiasi… Lei è ricattabile?”. Conte ha accusato l’esecutivo di aver mentito anche al Parlamento, fornendo “5, 6, 7 versioni diverse” sulle ragioni che hanno portato a concedere un salvacondotto ad una persona accusata di stupri di minori e crimini contro l’umanità. “Gli hanno offerto un volo di Stato per il rimpatrio in Libia con tutti gli onori. Non è chiaro il perché – ha aggiunto – e nel frattempo alcuni ministri sono indagati per favoreggiamento, peculato e omissione di atti d’ufficio. Giorgia Meloni è sotto ricatto? L’intero governo è sotto ricatto? Lo vogliamo sapere”.


