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La proposta di Valditara: “Per favorire l’integrazione scolastica servono classi di transizione”

Roma, 29 febbraio 2024 – Nel suo nuovo libro intitolato “La Scuola dei talenti”, il ministro dell’Istruzione Valditara affronta il tema dell’istruzione degli studenti migranti, proponendo soluzioni concrete per migliorare il loro percorso educativo e di inserimento nel sistema scolastico italiano. “Il bene dei ragazzi deve prevalere rispetto all’ideologia. Oggi tanti studenti migranti non hanno un futuro: dobbiamo restituirglielo”, ha poi commentato durante un’intervista rilasciata a Libero Quotidiano.

migranti

Migranti, la proposta scolastica

Durante l’intervista, il ministro ha parlato quindi dell’importanza di garantire un futuro ai giovani migranti attraverso un sistema educativo inclusivo e adatto alle loro esigenze. Inoltre, ha evidenziato la necessità di affrontare il problema dell’integrazione scolastica in modo pragmatico e concreto. “C’è un problema perché l’attuale sistema scolastico penalizza gli studenti stranieri. Sia per quanto riguarda le performance sia per quanto riguarda la dispersione scolastica che secondo l’Istat raggiungerebbe tassi del 30,1%, per i giovani immigrati contro il 9,8% degli studenti italiani. Guardiamo anche ai test Invalsi 2023: in italiano gli immigrati di prima generazione registrano una differenza di rendimento in negativo del 21,9%. In matematica del 13,4%. Su queste materie dobbiamo intervenire”, ha infatti spiegato.

Ed è per questo che Valditara propone l’importazione di modelli educativi efficaci dall’estero, come le “classi di transizione” o “di accoglienza”, per fornire un supporto mirato agli studenti con difficoltà linguistiche e di apprendimento. Queste classi speciali, gestite da docenti esperti, offrirebbero un percorso personalizzato per aiutare gli studenti stranieri a colmare le lacune linguistiche e ad acquisire le competenze necessarie per avere successo nella scuola e nel futuro lavoro. “Noi vogliamo realizzare una vera integrazione”, ha ribadito Valditara, difendendo la sua visione inclusiva dell’istruzione. “Dobbiamo decidere se far prevalere l’ideologia o soluzioni realistiche“, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di concentrarsi sulle esigenze dei ragazzi e non su considerazioni politiche o ideologiche.

Il ministro, poi, ha evidenziato anche il legame tra l’istruzione e la prevenzione del fenomeno delle baby gang e del bullismo, ribadendo l’importanza di fornire opportunità educative a tutti i giovani per ridurre il rischio di coinvolgimento in attività criminali. Infine, ha parlato del coinvolgimento delle famiglie degli studenti immigrati nell’educazione dei loro figli, citando esempi positivi dai Länder tedeschi. “Il coinvolgimento dei genitori è fondamentale per il successo degli studenti”, ha infatti detto Valditara. E proprio per questo è importante creare un ambiente di apprendimento supportivo e inclusivo per tutti gli studenti, indipendentemente dalla loro origine.

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