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Picchia e “fa prigioniero” un immigrato, vigile urbano sospeso a Napoli

Violenza e soprusi contro un cittadino nigeriano che aveva attraversato un incrocio senza il suo permesso. Per liberarsi, la vittima è scappata da una finestra

Napoli – 2 marzo 2015 – Aveva attraversato a piedi un incrocio anche se il vigile urbano gli aveva detto di aspettare. Tutta qui la “colpa” di A.N. (lo chiameremo Anthony), un cittadino nigeriano che vive a Napoli. Colpa per la quale sarebbe stato fatto “prigioniero” e picchiato proprio da quell'uomo in divisa.

È una vicenda di soprusi e violenza quella descritta in un'ordinanza interdittiva cautelare firmata dal gip del tribunale partenopeo contro un agente della polizia municipale, P.E., sospeso per due mesi dal servizio.

Inizia una mattina, quando Anthony attraversa la strada nonostante lo stop intimatogli da P.E. Il vigile va su tutte le furie e, secondo l'accusa “abusa  dei propri poteri caricando con ingiustificata violenza a bordo dell'autovettura di servizio e nell'accompagnarlo con la forza presso l'ufficio della polizia municipale per l'identificazione”.

Anthony, che ha un regolare permesso di soggiorno, ha raccontato di aver collaborato alla propria identificazione, ma di essere stato spinto a terra da P.E. e preso a calci su un fianco e al volto. Il vigile urbano l'ha trattenuto per cinque ore, dicendo di doverlo fotosegnalare, per cinque ore, finché, intorno alle 16.30, l'immigrato è scappato da una finestra.

Una volta “libero”, Anthony non è tornato a casa, ma è andato dalla Polizia a sporgere denuncia.

Ne è nata un'indagine che ora ha portato alla sospensione di P.E. Il vigile è accusato di violenza privata aggravata da abuso di potere e lesioni aggravate, ma anche di falso ideologico e calunnia. Tra le altre cose avrebbe infatti scritto un verbale falso in cui diceva che l'immigrato si era rifiutato di esibire i documenti.

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