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Profughi. Alfano: “Vanno distribuiti nell’Ue, rimpatriare gli irregolari”

Il ministro dell’Interno dopo il vertice di Amsterdam: “Il trattato di Dublino va rivisto. Non è possibile mettere il filo spinato nel Mediterraneo e nell’Adriatico”

 

 

Roma – 26 gennaio 2015 – Il Trattato di Schengen “è salvo, per ora. Abbiamo poche settimane per evitare che si dissolva tra gli egoismi nazionali, di fronte a un’Europa che fin qui si è dimostrata incapace di rispettare le decisioni assunte”.

Lo ha detto ieri il ministro dell’Interno Angelino Alfano  dopo la riunione di ieri ad Amsterdam tra i ministri dell’Interno della Ue.

“Si erano decisi gli hotspot, la redistribuzione e il rimpatrio degli irregolari – ha aggiunto – dopo dieci mesi non si è ancora andati avanti. La nostra proposta è quella più giusta: vogliamo rivedere Dublino, una foto ingiallita di un continente che non esiste più, stabilire un meccanismo di redistribuzione automatico, con quote obbligatorie, e attivare un meccanismo efficace di rimpatrio degli irregolari. Occorre lavorare per evitare che a maggio scatti una procedura per cui ogni stato affronti a livello nazionale la questione immigrazione, con il fallimento di Schengen”.

“Con l’Austria – ha spiegato Alfano – abbiamo ribadito la collaborazione, e stiamo procedendo: il nostro paese realizzerà gli hotspot dove servono, saremo pronti anche nel Nord Est. Poi ci sono le questioni strategiche Turchia, Siria, e Libia, la febbre è lì, se non si risolve avremo i sintomi qui”. A chi chiede di innalzare muri Alfano ha infine risposto che “non è possibile mettere il filo spinato nel Mediterraneo e nell’Adriatico”.

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