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Renzi: “Riduttivo parlare di Libia solo come allarme immigrazione”

"In Libia si sta giocando una partita che va oltre la dimensione dell'immigrazione che non riguarda solo l'Italia"

Roma, 19 marzo 2015 – "O la comunità internazionale mette sul proprio tavolo di lavoro la questione dell'estremismo anche legato all'Africa partendo dal Mediterraneo oppure sarà uno sguardo miope".

Lo ha detto il premier Matteo Renzi nel corso delle comunicazioni in Aula al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo.

"Ho incontrato – ha ricordato – il presidente del Congo Brazzaville e diverse delegazioni africane. Con i Ministri Gentiloni e Pinotti, l'intelligence e i servizi monitoriamo quanto avviene all'interno dell'Africa ma e' un luogo che ha una scarsa centralita' nel dibattuito internazionale e noi dobbiamo recuperare un ruolo di ponte nel Mediteraneo. Quando parliamo di Libia e al consiglio Ue ne parleremo, il nostro non e' solo un grido d'allarme 'Aiutateci, abbiamo bisogno di aiuto sull'immigrazione'. Se fosse cosi' sarebbe riduttivo: e' una richiesta di centralita' politica nel Mediterraneo per individuare una soluzione".

"Abbiamo tolto – ha spiegato Renzi – la Libia dall'ultimo posto nella fila dei dossier della politica internazionale e gli abbiamo dato valore e importanza perché quel dossier non riguarda semplicemente l'immigrazione: in Italia il tema e' ovviamente sensibile per noi, per il nostro elettorato ma non e' il punto cruciale, la chiave della questione libica va ben oltre la mera questione dell'immigrazione che pure va gestita. In Libia si sta giocando una partita che va oltre la dimensione dell'immigrazione che non riguarda solo l'Italia. L'emergere di milizie Isis e' preoccupante non solo perché puo' incidere sull'aumento dei fenomeni di delinquenza e di terrorismo".
 

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