Roma, 20 marzo 2026 – Garantire un accesso equo alle vaccinazioni e rafforzare la consapevolezza sui vaccini tra i migranti di recente arrivo: è questo il cuore del progetto europeo AcToVax4NAM (Access to Vaccination for Newly Arrived Migrants), che si è concluso dopo quasi quattro anni di attività coinvolgendo istituzioni scientifiche e sanitarie di diversi Paesi europei.
L’iniziativa si inserisce nella strategia dell’Unione europea per aumentare la copertura vaccinale e ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari, con un approccio che considera l’intero arco della vita. Un obiettivo in linea anche con il target 3.8 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che promuove la copertura sanitaria universale e l’accesso a vaccini sicuri, efficaci e accessibili per tutti.
Per l’Italia hanno partecipato il Centro nazionale per la salute globale dell’Istituto Superiore di Sanità e il Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive dell’Università La Sapienza di Roma, all’interno di un consorzio composto da dieci partner europei, caratterizzati da sistemi sanitari e contesti politici differenti.
Al centro del progetto vi è il principio che l’accesso alle vaccinazioni debba essere garantito indipendentemente dallo status migratorio. In quest’ottica, emerge la necessità di includere in modo esplicito e proattivo i migranti di recente arrivo nei Piani vaccinali nazionali, riconoscendo il legame stretto tra salute dei migranti e salute pubblica.
Uno degli elementi più innovativi di AcToVax4NAM è stato l’approccio sistemico adottato: anziché concentrarsi esclusivamente sugli individui, il progetto ha puntato a rafforzare la cosiddetta “vaccine literacy” dei sistemi sanitari e degli operatori coinvolti. In particolare, sono stati identificati come target i “professionisti per la salute”, una categoria ampia che comprende personale sanitario, assistenti sociali, mediatori culturali, insegnanti di italiano per stranieri e operatori delle ONG.
Questi professionisti sono stati coinvolti attivamente nell’individuazione delle principali barriere all’accesso ai vaccini, nella definizione delle soluzioni e nella sperimentazione di strumenti operativi, con l’obiettivo di rendere i sistemi più inclusivi e culturalmente competenti.
Tra i risultati principali del progetto vi è lo sviluppo di un quadro concettuale generale, un modello che suddivide il percorso vaccinale in cinque fasi interconnesse: il diritto alla vaccinazione, la raggiungibilità delle persone, l’adesione, la somministrazione e la valutazione dell’intervento. Questo schema ha permesso di individuare in modo sistematico i punti critici e di progettare interventi mirati per superarli.
Accanto al modello teorico, sono stati realizzati strumenti pratici destinati agli operatori: diagrammi di flusso per identificare le barriere di sistema, archivi di risorse operative, glossari multilingue per facilitare la comunicazione e materiali informativi pensati per i centri vaccinali. È stata inoltre sviluppata una guida alla formazione per migliorare le competenze degli operatori e adattare gli interventi ai diversi contesti locali.
Particolarmente rilevante è stata anche la sperimentazione sul campo, condotta nei centri di accoglienza straordinaria attraverso un approccio collaborativo che ha coinvolto direttamente gli operatori. Il progetto pilota ha prodotto risultati concreti, con un aumento significativo dei tassi di vaccinazione tra i migranti ospitati.
Le raccomandazioni finali sono rivolte a decisori politici, manager sanitari, enti di formazione e professionisti del settore, con l’indicazione di adattare le strategie ai diversi livelli territoriali. Il ruolo del sistema sanitario pubblico viene indicato come centrale, non solo nell’erogazione dei servizi, ma anche nel miglioramento dei determinanti sociali della salute.
In questa prospettiva, la formazione degli operatori e il rafforzamento della collaborazione tra i diversi attori coinvolti diventano elementi chiave per costruire sistemi sanitari più inclusivi, capaci di rispondere alle esigenze di una società sempre più mobile e interconnessa.


