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Tragedia nel Mediterraneo: 19 migranti morti a Lampedusa, 18 vittime anche nel mar Egeo

Roma, 1 aprile 2026 – Ancora una drammatica conta di vittime nel Mediterraneo, dove le rotte migratorie continuano a trasformarsi in scenari di tragedia. Nelle ultime ore, il bilancio dei morti si è aggravato sia nel tratto di mare che conduce a Lampedusa sia nel Mar Egeo, segnando due nuovi episodi che riportano al centro dell’attenzione il tema dei soccorsi e delle condizioni dei viaggi.

Soccorsi al largo delle Pelagie

Sono 19 i corpi dei migranti giunti al molo Favarolo di Lampedusa dopo un’operazione di soccorso avvenuta nella notte. Una motovedetta della guardia costiera è intervenuta intorno alle 3 a circa 85 miglia dall’isola, in area Sar libica, dove ha intercettato un barcone in condizioni critiche.

A bordo dell’imbarcazione i soccorritori hanno trovato sia persone ancora in vita sia numerosi cadaveri. Dopo il recupero, è iniziato il trasferimento verso Lampedusa, conclusosi poco dopo le 13. Durante la traversata, però, la situazione è ulteriormente peggiorata: altri migranti hanno perso la vita, molti dei quali donne.

Secondo le prime ricostruzioni, la causa principale dei decessi sarebbe l’ipotermia. Le condizioni meteo sono infatti drasticamente cambiate nelle ultime ore: vento forte, pioggia incessante e temperature intorno ai 10 gradi hanno reso il viaggio ancora più pericoloso.

Cinque persone, tra cui un bambino, sono state trasferite al Poliambulatorio territoriale dell’isola e versano in condizioni gravissime. Non si esclude un loro trasferimento urgente tramite elisoccorso del 118 non appena le condizioni cliniche lo consentiranno.

Le informazioni raccolte indicano che il gruppo sarebbe partito dalla Libia due giorni fa, quando il mare era ancora relativamente calmo, prima del peggioramento del tempo.

Naufragio nel mar Egeo

Un’altra tragedia si è consumata quasi in contemporanea nel Mar Egeo, al largo della costa di Bodrum, in Turchia. Qui un gommone carico di migranti è naufragato, provocando la morte di 18 persone.

La guardia costiera turca ha reso noto che 21 migranti sono stati tratti in salvo vivi durante le operazioni di ricerca e soccorso. Non sono ancora state diffuse informazioni ufficiali sulle nazionalità delle vittime.

Le ricerche proseguono per individuare eventuali dispersi, mentre si tenta di ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Rotte sempre più pericolose

I due episodi confermano ancora una volta l’estrema pericolosità delle rotte migratorie nel Mediterraneo e nell’Egeo, spesso percorse su imbarcazioni precarie e in condizioni meteo imprevedibili.

La traversata tra la Turchia e le isole greche rappresenta uno dei principali accessi all’Unione Europea, così come quella dalla Libia verso Lampedusa. Entrambe continuano a registrare frequenti naufragi, con un bilancio umano che si aggrava di giorno in giorno.

Mentre le operazioni di soccorso continuano su più fronti, resta aperta la questione della gestione dei flussi migratori e della sicurezza in mare, in un contesto che continua a produrre vittime e a interrogare le politiche europee.

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