Roma, 2 luglio 2026 – Nuove norme contro la tratta di esseri umani e lo sfruttamento entrano nel quadro legislativo italiano. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1° luglio 2026 è stato pubblicato il Decreto legislativo 12 giugno 2026, n. 115, che attua la direttiva europea 2024/1712. Il provvedimento aggiorna le disposizioni in materia di prevenzione e repressione della tratta, rafforzando allo stesso tempo la protezione delle vittime.
Il decreto amplia il perimetro delle forme di sfruttamento considerate rilevanti. Tra le pratiche richiamate figurano la maternità surrogata sfruttata, il matrimonio forzato e l’adozione illegale. Si tratta di ambiti nei quali la vulnerabilità delle persone può essere trasformata in abuso, controllo e profitto criminale.
Una delle novità più significative riguarda l’introduzione del reato di utilizzo consapevole dei servizi prestati da vittime di tratta. In questo modo il legislatore non interviene soltanto contro chi organizza o gestisce lo sfruttamento, ma anche contro chi, sapendo di trovarsi davanti a una vittima, ne trae comunque beneficio.
Il provvedimento rafforza inoltre gli strumenti repressivi legati all’uso delle tecnologie digitali. La tratta, infatti, non si muove più soltanto attraverso reti fisiche, passaggi di frontiera e forme tradizionali di controllo, ma utilizza sempre più spesso piattaforme online, comunicazioni digitali e canali informatici per reclutare, minacciare o sfruttare le vittime.
Il decreto interviene anche sulla responsabilità delle persone giuridiche, ampliando il quadro delle possibili conseguenze per enti, organizzazioni o soggetti collettivi coinvolti in condotte legate alla tratta. Un passaggio rilevante, perché lo sfruttamento può inserirsi anche in filiere economiche opache, dove la responsabilità non riguarda solo singoli individui ma strutture più complesse.
Sul fronte della protezione, il testo estende le garanzie per le vittime. È prevista la non punibilità per gli illeciti commessi sotto coercizione, riconoscendo che chi è costretto ad agire sotto minaccia o controllo non può essere trattato come un responsabile ordinario. Rafforzate anche le misure di assistenza, protezione e reintegrazione, con particolare attenzione ai minori.
Il nuovo impianto normativo punta infine a rendere più efficaci le politiche pubbliche attraverso coordinamento istituzionale, raccolta dati e un piano nazionale anti-tratta. La sfida, ora, sarà tradurre le norme in interventi concreti: identificare le vittime, proteggerle tempestivamente, colpire le reti criminali e impedire che lo sfruttamento resti invisibile nei territori, nel lavoro, nella sessualità forzata e nei nuovi spazi digitali.


