Roma, 3 dicembre 2025 – L’Unione Europea compie un nuovo passo nella strategia che lega politica commerciale e gestione dei flussi migratori, introducendo un meccanismo più severo per i Paesi terzi che non collaborano nei rimpatri. A Bruxelles è stato infatti raggiunto un accordo tra Consiglio e Eurocamera – nel quadro del tradizionale trilogo – sul nuovo schema delle tariffe preferenziali destinate ai Paesi in via di sviluppo.
Il cuore dell’intesa ruota intorno alla cosiddetta condizionalità di riammissione, proposta dalla Commissione, che collega l’accesso ai dazi preferenziali alla cooperazione sui rimpatri dei migranti in situazione irregolare. In pratica, i Paesi che non garantiscono un impegno adeguato nel riprendere i propri cittadini rischiano ora l’abolizione dei vantaggi tariffari.
Durante il negoziato, i deputati europei hanno ottenuto una serie di criteri più rigorosi. La procedura di valutazione diventa più articolata e prevede un periodo di analisi più lungo, mentre viene introdotto un impegno obbligatorio di almeno 12 mesi con i Paesi interessati prima di applicare eventuali misure restrittive. Un passaggio che mira a evitare decisioni affrettate e a rafforzare il dialogo politico.
Un ulteriore risultato del Parlamento è l’introduzione di un periodo di transizione di due anni per i Paesi meno avanzati, che potranno così adattarsi gradualmente alle nuove regole. Una tutela pensata per non penalizzare le economie più fragili, conciliando l’obiettivo di una cooperazione effettiva con il principio di sviluppo sostenibile.
L’accordo rappresenta un nuovo tassello nella strategia europea che combina politiche commerciali, cooperazione internazionale e governance delle migrazioni, confermando la volontà dell’UE di usare gli strumenti economici anche come leva diplomatica.


