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Vaticano: “Solidarietà verso gli africani che sbarcano in Europa”

"Non c’é futuro per un Paese o una cultura chiusa o contraria ad influssi esterni" CITTA’ DEL VATICANO, 15 settembre 2008 – Appello del Vaticano alla solidarietà dell’Europa, e in particolare dei cristiani, verso le migliaia di immigrati africani che ogni anno cercano di sbarcare sul continente.

"Non c’é futuro per un Paese o una cultura chiusa o contraria ad influssi esterni", si legge nel messaggio del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti. Il documento, a firma del cardinale Renato Raffaele Martino e dell’arcivescovo Agostino Marchetto, rispettivamente presidente e segretario del dicastero, riportato dalla Radio Vaticana, è stato diffuso in occasione dell’incontro annuale, incentrato sul tema "I migranti africani in Europa e nella Chiesa", dei direttori nazionali per la pastorale dei migranti europei che si chiuderà domani a Vienna.

Il movimento di popoli dall’Africa all’Europa (31 mila persone lo scorso anno a cercare di raggiungere le Isole Canarie dalle coste dell’Africa, più di 6 mila hanno perso la vita nella traversata), si legge nel messaggio del Pontificio Consiglio, "interpella pure la Chiesa e la sua responsabilità pastorale".

"Le comunità cristiane – si sottolinea tra l’altro – devono continuare ad impegnarsi nel processo di promozione del dialogo, a partire da quello fondamentale tra le Chiese d’origine e quelle di accoglienza dei migranti"

L’adesione al Signore, scrive il card. Martino, chiama i credenti ad amare il prossimo, a seguire "la regola d’oro della carità" e ad animare "un senso di responsabilità non più limitato ai membri del proprio gruppo comunitario". Non un richiamo astratto, sottolinea il documento, ma un "imperativo morale" a compatire e soccorrere "chiunque si trovi in difficoltà, affine o estraneo, autoctono o immigrato, concittadino o straniero".

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