in

Sokol Ndreko, il miglior sommelier d’Italia viene dall’Albania

Ha imparato il mestiere qui, “prima per curiosità, poi per passione”, fino ad aggiudicarsi il Best Italian Wine Award. La sua storia

Massa  – 22 dicembre 2015-  Sokol Ndreko ha 37 anni, è nato a Fier e vive a Massa Centro con la moglie e i due figli. Lavora come Restaurant Manager in uno degli alberghi più noti d’Italia, Principe Forte dei Marmi, e recentemente si è aggiudicato il premio Miglior Sommelier Italia 2015 dalla giuria del BIWA (Best Italian Wine Awards).

La carriera da sommelier l’ha cominciato da zero come immigrato, facendo sacrifici, lavorando duro e studiando per tanti anni. A 18 anni, infatti, ha lasciato l’Albania e ha vissuto in Grecia, dove per quattro anni ha lavorato nell’edilizia. Nel 2000 ha raggiunto a Milano il  fratello gemello.

“Qui ho cominciato ad avvicinarmi al mondo della ristorazione – racconta a Shqiptariiitalise.com – lavoravo in un ristorante-pizzeria come commis di sala a pranzo e come lavapiatti la sera. Dopo tre anni mi sono trasferito a Massa Centro e ho cominciato a lavorare in un’ osteria. All’inizio come commis di sala, dopo come chef de rang, sommelier, e alla fine come chef sommelier. E mentre lavoravo ho cominciato a seguire un corso per sommelier”. 

Perché sommelier? “Per curiosità all’inizio, per poter rispondere alle esigenze dei clienti (mi terrorizzava trovarmi davanti a loro senza saper dare le informazioni che volevano), ma ben presto la curiosità divenne passione e dopo il primo corso ho continuato con altri. Quando nel 2013 mi è arrivata una chiamata dall’ Hotel Principe Forte dei Marmi ho accettato. Da una parte mi è piaciuto il loro progetto, dall’altra avevo capito che dovevo mettere in pratica tutte le conoscenze e le capacità che avevo accumulato negli anni”. 

Oggi è Restaurant manager dell’albergo, un lavoro di responsabilità e impegnativo. “Mi occupo dell’organizzazione e di verificare che funzioni ogni servizio offerto dal ristorante e dal bar dell’albergo. – dice – La mia giornata comincia presto la mattina con l’organizzazione del servizio di prima colazione per continuare col pranzo e la cena al nostro ristorante Lux Lucis. Mi occupo della selezione dei vini che solo dopo aver assaggiato e studiato personalmente decido di mettere sulla carta del ristorante”.

Ma anche se quello che fa potrebbe essere un bel punto d’arrivo, ecco cosa dice quando gli si chiede se si sente realizzato: “Quando tutto evolve con ritmi frenetici, come succede oggi, devi essere sempre bene informato sulle ultime novità e questa è una sfida continua. Non mi sento mai realizzato, ma sono contento del lavoro che faccio, mi piace la mia professione. Ringrazio di cuore la mia famiglia per l’appoggio continuo in tutte le mie scelte. Ringrazio anche il direttore dell’albergo in cui lavoro per il sostegno e la collaborazione quotidiana, lo staff con il quale lavoro”. 

Essere straniero le è mai stato d’ ostacolo?  “Quando ho finito il corso da sommelier, volevo partecipare alle gare come miglior Sommelier di Toscana e poi d’Italia. All’epoca potevano partecipare solo italiani, essere straniero rappresentava un ostacolo. Io non ho potuto partecipare all’epoca, ma sono contento che le tante richieste come la mia hanno fatto sì che i regolamenti cambiassero: oggi possono partecipare tutti quelli che hanno studiato in Italia, indipendentemente dalla cittadinanza”. 

Cosa si sente di consigliare ad un giovane albanese che vorrebbe farsi strada in Italia? “Dedizione, impegno e passione in quello che si fa. Sono questi gli elementi principali per realizzare ogni progetto”. 

Keti Biçoku

Sokol Ndreko, somelieri më i mirë i Italisë (Shqiptariiitalise.com)

Sokol Ndreko

Condividi su:

Cittadinanza per i figli degli immigrati. In Senato si riparte il 12 gennaio 

Legge di Stabilità. Con la carta famiglia sconti per italiani e stranieri