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Banche: in 1 anno +25% di conti correnti di imprese gestite da immigrati

Quasi un terzo dei conti correnti del segmento small business – migranti (il 28%) e' intestato ad un'imprenditrice donna

Roma, 9 novembre 2012  – Crescono i conti correnti (+25% in un anno) dei nuovi cittadini imprenditori a fronte dell'apertura di nuove attivita' imprenditoriali. Se nel 2009 sul totale dei cittadini immigrati correntisti delle banche italiane, i clienti small business erano il 3,2%, nel 2010 sono saliti al 4,2% (per un totale di 37.330).

Sono questi alcuni dei dati che verranno proposti in occasione della presentazione del primo anno di attivita' dell'Osservatorio Nazionale sull'Inclusione Finanziaria dei Migranti, a Roma lunedi' 12 novembre.

Questa tendenza trova conferma da piu' parti. Un trend che si legge anche nei dati Ocse del 2010: gli stranieri sono piu' propensi a mettersi in proprio nella maggior parte dei Paesi avanzati. Per via delle difficolta' indotte dalla crisi, i migranti in Italia riorganizzano le proprie attivita' e di conseguenza modificano la gestione del proprio risparmio. Prosegue e si consolida il processo di bancarizzazione dei nuovi cittadini, anche se con diverse velocita'.

In particolare, dal rapporto curato dal CeSPI emerge che l'imprenditoria dei nuovi cittadini costituisce un percorso particolare di inserimento sociale ed economico e che il fenomeno in Italia sia sempre piu' rilevante. Le catene migratorie agiscono infatti da catalizzatori per l'occupazione e l'integrazione sociale dei membri della propria comunita', agevolano il passaggio di informazioni e di conseguenza favoriscono l'imprenditorialita'. Secondo i dati Istat 2011, il totale degli stranieri in Italia ammonta a 4,2 milioni, il totale degli imprenditori conta invece 415.534 unita' (336.583 nel 2010), raggiungendo una propensione media all'imprenditoria di circa il 10%.

Il panorama imprenditoriale legato all'immigrazione nel nostro paese e' composito, con un marcato rapporto con il territorio e comportamenti finanziari molto diversificati in base alla nazionalita'. Nel segmento small business, in termini di distribuzione geografica, si conferma una maggiore concentrazione di conti correnti presso le banche nel Nord Italia, pari al 67%; il 34% sono concentrati nel Centro, il 5% al Sud. Cinesi, egiziane, albanesi, macedoni e pakistane le comunita' di imprenditori piu' vivaci nel rapporto con le banche. Quasi un terzo dei conti correnti del segmento small business – migranti (il 28%) e' intestato ad un'imprenditrice donna. Percentuale che supera il 50% nel caso delle imprese filippine, ucraine, polacche e moldave.

Le imprese il cui titolare e' un migrante sono relativamente giovani (hanno quasi tutte meno di dieci anni), e il fenomeno ha iniziato a mostrare segni di pro-attivita' e livelli di integrazione socio-economici tali da permettere l'avvio di attivita' economiche imprenditoriali di maggiore complessita'. Secondo l'Osservatorio, il suo rafforzamento potrebbe costituire un'opportunita' anche in termini di contributo alla ripresa e al processo di internazionalizzazione del sistema economico del paese.

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