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Discriminatori i requisiti per contributo affitti: il Tribunale di Torino condanna la Valle d’Aosta a riaprire il bando

Con ordinanza depositata il 22 giugno 2021, il Tribunale di Torino, accogliendo il ricorso proposto da ASGI con l’appoggio di RETE ANTIRAZZISTA DELLA VALLE D’AOSTA,  ha posto fine a una vicenda iniziata a fine 2018,  allorché la Regione Valle d’Aosta, nel  deliberare i criteri per l’attribuzione del “contributo affitti” previsto da una legge nazionale (tra i 2000 e i 3000 euro per le famiglie in condizione di bisogno) aveva introdotto requisiti ulteriori che colpivano in particolare i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Regione (che sono circa 8.000, ma ovviamente solo una parte di essi con alloggi in locazione).

Torino, 23 giugno 2021 – Si trattava in particolare del requisito del permesso di soggiorno di lungo periodo, (che solo poco più della metà degli stranieri possiede) dell’obbligo di documentare con documenti dello Stato di origine l’assenza di case in proprietà in detto stato e del requisito di 4 anni di residenza in Valle d’Aosta.

Il Tribunale (giudice dott.ssa Silvia Vitro) ha integralmente accolto il ricorso, ordinando alla Regione di riaprire il bando senza i requisiti contestati:  al beneficio potranno quindi accedere tutti gli stranieri regolarmente soggiornanti, senza oneri di documentazione che non vengono richiesti ai cittadini italiani e senza dover dimostrare il requisito di 4 anni di residenza in Valle d’Aosta (che quindi non verrà richiesto neppure agli italiani).

La Regione è stata anche condannata a pagare euro 100 per ogni giorno di ritardo nella esecuzione dell’ordinanza, che dovrà essere anche pubblicata sul sito della Regione.

ASGI e RETE ANTIRAZZISTA DELLA VALLE D’AOSTA  avevano inutilmente segnalato alla Regione, prima di agire in giudizio, non solo che l’illegittima esclusione costituiva un ingiustificato ostacolo all’integrazione dei cittadini stranieri, ma anche che rischiava di determinare un danno alla corretta gestione delle finanze pubbliche.

La segnalazione non è stato ascoltata e ora l’onere del nuovo bando ricadrà necessariamente sulla sola Regione, che non potrà più avvalersi dei fondi statali del 2018, ormai esauriti e che è l’unica responsabile della introduzione dei requisiti discriminatori.

Ora tutti gli stranieri che nel 2018 si trovavano nelle ulteriori condizioni previste dal bando (alloggio in locazione, ISEE inferiore a 12.000 euro)  potranno presentare domanda e ottenere il contributo.  

FONTE NEWS: Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione – I contenuti di questo notizia sono rilasciati dall’Asgi sotto licenza Creative Commons 4.0 BY-NC-SA

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