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Al via i Mondiali antirazzisti

A Bologna, 204 squadre di 50 etnie diverse scendono in campo contro il razzismo. Calcetto, basket, pallavolo, rugby e cricket

Bologna – 8 luglio – 2008 – Fianco a fianco, gamba a gamba quattromila ragazzi di 50 etnie diverse, provenienti da paesi a volte dimostratisi ostili tra loro. Si incontreranno da domani al 13 luglio a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, ai Mondiali Antirazzisti. Sessanta partite, ben 204 squadre, 17 campi di gioco che ospiteranno sport diversi. Il tutto sarà incorniciato da numerosi eventi culturali.

Un’iniziativa con la quale gli organizzatori del Progetto Ultrà, dell’Unione italiana sport per tutti e di Istoreco, vogliono ribadire che “tutte le persone hanno la stessa dignità”. “Noi vogliamo festeggiare il fatto – spiegano – che i nostri paesi sono pieni di persone provenienti da tutto il mondo e che queste persone sono diverse fra di loro”.

Concetti che stanno alla base dei Mondiali Antirazzisti, giunti ormai alla loro dodicesima edizione confermandosi ormai un consolidato appuntamento sportivo. Ma si tratta soprattutto di una festa multiculturale dove viene sperimentata la coabitazione, dove è possibile conoscere persone da ogni parte del mondo parlando la lingua comune dell’agonismo e della cultura.

Messe al bando parole come solidarietà, troppo simile a beneficenza, e tolleranza, perché tutti hanno pieno diritto alla convivenza. “Un’Europa che chiude le proprie frontiere esterne – osservano gli organizzatori – suggerisce un’ostilità verso gli stranieri che poi produce migliaia di storie piccole e grandi di razzismo quotidiano. Non vogliamo abituarci a sopportare questa situazione. Con i Mondiali Antirazzisti – spiegano – vogliamo vivere la nostra risposta: è di rispetto, di coscienza, di convivenza che abbiamo bisogno. La nostra ricetta è la cultura, senza frontiere”.

Parteciperanno persone di ogni età: dai 12 anni in su, senza limiti. Il più affollato è il torneo di calcetto, ma anche basket, pallavolo e rugby raccolgono il gradimento di molti. Inoltre, da quest’anno i ragazzi originari di Sri Lanka, India e Pakistan autogestiscono un torneo di cricket, sport nazionale di quei paesi che si sta diffondendo sempre di più anche in Italia.

Per ogni disciplina la prima regola é niente regole imposte, si gioca rispettandosi reciprocamente e senza arbitri. Sarà premiata l’abilità sportiva ma anche il fair play nella vita: partono con tre punti di bonus le squadre che portano materiale che comprovi attività dedicate all’integrazione e al rispetto. I mondiali quest’anno sono gemellati con l’Istituto di pena Minorile del Pratello di Bologna che il 10 luglio apre le porte a due formazioni che affronteranno gli educatori e i minori reclusi.

Allo sport faranno da contorno mostre, film, dibattiti e soprattutto musica, con ritmi da tutti il mondo e musicisti impegnati nella lotta alla discriminazione. Tra le numerose ‘presenze’ spiccano però anche le ‘assenze’. Alle squadre provenienti da Ghana, Gambia e Repubblica Democratica del Congo è stato infatti negato il visto d’ingresso, giustificando il diniego con ritardi burocratici.

Per maggiori informazioni: www.mondialiantirazzisti.org

A.I.

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